
Il “caos creatosi in questi giorni con la decisione di Atersir, l’Agenzia territoriale dell’Emilia-Romagna per i servizi idrici e i rifiuti, istituita con la legge regionale 23/2011, di aumentare il costo del servizio di gestione dei rifiuti per l’anno 2017” è al centro di un question time di Andrea Bertani (M5s), che chiede alla Giunta quale giudizio esprima sulla vicenda.
Il consigliere cita a questo proposito le proteste sollevate nei giorni scorsi da numerose amministrazioni comunali che considerano l’aumento “ingiustificato, non condiviso e soprattutto frutto di un meccanismo astruso e poco trasparente e contro il quale, molto probabilmente, saranno presentati ricorsi al Tar”.
“Tutti i nodi vengono al pettine” dichiara Bertani, sottolineando di aver “denunciato i problemi in tempi non sospetti” e domanda quali iniziative si intendano assumere per superare il “metodo Atersir”, un ente nato allo scopo di regolare e uniformare il servizio di gestione dei rifiuti in Emilia-Romagna, facendo da garante per gli enti locali, che tuttavia non riesce ad assolvere questo compito.
Il consigliere vuole quindi sapere se ci sia l’intenzione di potenziarne le risorse, soprattutto umane e tecniche, facendo sì che possa svolgere in maniera ottimale tutte le funzioni rivolte alla regolazione del servizio di gestione dei rifiuti urbani.
“La Giunta- risponde Paola Gazzolo, assessore alle Politiche ambientali– non ritiene di dover intraprendere alcuna azione rispetto agli aspetti tariffari poiché di stretta competenza comunale, da affrontare quindi, all’interno degli organi di Atersir”, “ritiene, invece- aggiunge- di dover operare a sostegno delle scelte dei Comuni, che rappresentano in sede associata l’asse portante della realizzazione delle proprie politiche, nella convinzione che ogni soluzione non debba essere lesiva delle attribuzioni dei Comuni e che solo una forte azione di sistema consenta, attraverso il superamento dei particolarismi, di cogliere gli aspetti sfidanti che ci siamo dati”. L’Agenzia- segnala- è infatti un ente dei Comuni che hanno quindi la responsabilità del suo funzionamento e delle scelte pianificatorie e gestionali e il compito di sfruttarne le potenzialità tecniche e di governo dei servizi idrico integrato e di gestione dei rifiuti urbani”. In relazione poi a quest’ultimo servizio, la Regione– chiarisce Gazzolo- detiene infatti “esclusivamente una funzione di vigilanza ad alto livello del rispetto delle competenze degli enti locali”.
L’assessore parla poi della scelta di questo “modello di governance” perché considerato “la migliore risposta all’esigenza di dare ascolto alle istanze locali e, contemporaneamente, di assicurare un governo unitario e uniforme a livello di ambito territoriale ottimale, superando gli individualismi”.
Si passa poi al tema del “potenziamento dell’Agenzia”, che “è noto alla Regione, ma, allo stato attuale, Atersir conferma che “non ci sono le condizioni per ulteriori assunzioni rispetto all’attuale organico” sulla base delle norme nazionali riferite agli enti locali. L’assessore riferisce che nel corso del 2014 Atersir ha comunque assunto 12 unità e, successivamente, grazie a una ridefinizione della dotazione organica da parte del Consiglio d’ambito, ha potuto programmare l’assunzione di altre 14 unità, 8 da graduatoria e 6 da mobilità fra enti, di cui solo la prima parte completata. L’ente, quindi, in questi ultimi anni, sta assumendo dipendenti, dopo averne perso tanti nei primi due anni di vita per mobilità verso i Comuni, ma è altrettanto “ben documentato – rileva Gazzolo – l’incremento dei compiti assegnati all’Agenzia rispetto al disegno originario”.
Una risposta che non soddisfa- è la replica di Bertani-. La situazione rappresentata non corrisponde alla realtà, i sindaci, infatti, dovrebbero essere messi a conoscenza delle iniziative di Atersir preventivamente, ma così non è, se tanti di loro hanno dichiarato di non sapere dell’incremento dei costi, né di aver ricevuto spiegazioni sui motivi che l’hanno determinato. Il fatto è– prosegue– che “si è costruito un metodo opaco e macchinoso”, la domanda è se “intenzionalmente o per incapacità”, che ha tuttavia ingenerato “una sfiducia strisciante rispetto agli interlocutori”: serve quindi “trasparenza” da parte di Atersir, per “sgombrare il campo dai dubbi” e da tutto ciò che un “sistema opaco può nascondere”.
(Antonella Celletti)



