Ambiente e territorio

RIFIUTI. LA RIFORMA AVANZA, MA LE QUESTIONI TARIFFARIE DIVIDONO I GRUPPI

In commissione Bilancio, riunita in sede consultiva, sì del Pd e no delle opposizioni al progetto di legge di Giunta che introduce il concetto di “economia circolare”

La commissione Bilancio, Affari generali e istituzionali ha espresso parere favorevole, in sede consultiva, al progetto di legge d’iniziativa della Giunta “Disposizioni a sostegno dell’economia circolare, della riduzione della produzione dei rifiuti urbani, del riuso dei beni a fine vita, della raccolta differenziata”, che è previsto venga discusso dall’Aula il prossimo 29 settembre. A favore hanno votato i consiglieri Pd, contro Ln, M5s e Fdi-An.

La riforma della legislazione regionale sui rifiuti procederà giovedì 17 settembre nella commissione referente, Territorio e Ambiente (seduta in diretta streaming sul sito dell’Assemblea legislativa, www.assemblea.emr.it) e oggi scadono i termini per la presentazione degli emendamenti. La proposta della Giunta è stata scelta come testo base, a cui abbinare due progetti di legge d’iniziativa di Consigli comunali: il primo è partito dai Comuni di Monteveglio, Sasso Marconi, Crespellano, Castello d’Argile, Forlì, Tredozio e Montechiarugolo; il secondo dai Comuni di Galeata, Bertinoro, Savignano sul Panaro, Monte San Pietro, Medicina e Bazzano.

In commissione, la relatrice del provvedimento, Lia Montalti (Pd), ha sinteticamente richiamato gli obiettivi della riforma, che si sviluppa in 10 articoli, e gli strumenti con cui si prevede di raggiungerli. La nuova legge si prefigge di ridurre la produzione pro capite dei rifiuti urbani dal 20 al 25% rispetto a quanto prodotto nel 2011; di minimizzare il quantitativo di rifiuto urbano conferito in discarica (meno di 150 chilogrammi annui per abitante); di raggiungere almeno il 73% di raccolta differenziata; di riciclare almeno il 70% di alcune materie (carta, metalli, plastica, legno, vetro e organico). In definitiva, la discarica diverrà la forma residuale nella gestione dei rifiuti, come da tempo chiede l’Unione europea. Montalti ha poi sottolineato come si tratti “di un passaggio storico: si abbandona il tradizionale modello economico lineare, basato sullo sfruttamento delle risorse naturali, e ci si dirige verso un’economia circolare, in cui non vi siano prodotti di scarto e le materie, raccolte in modo differenziato, saranno conferite in impianti scelti tramite gara pubblica, in grado di favorirne la massima valorizzazione economica ed ambientale”. Perciò la nuova legge punta sulla “tariffazione puntuale”: dal 2020 si pagherà in base all’effettivo servizio erogato (i rifiuti effettivamente conferiti) e non più in base ai metri quadri dell’abitazione o al numero dei componenti della famiglia. Il principale criterio di efficienza sul quale valutare i vari sistemi di gestione “sarà la riduzione dei rifiuti non inviati a riciclaggio: virtuosi i Comuni che invieranno meno rifiuti a smaltimento in discarica rispetto al dato medio regionale”. Questo parametro sarà assunto anche per ripartire il fondo incentivante, dove si terrà conto degli “abitanti equivalenti” (i residenti e city users).

“Condivisione degli obiettivi, ma non degli strumenti per raggiungerli” è stata espressa dal relatore di minoranza, Stefano Bargi (Ln). Parlare di “economia circolare rischia di rimanere una perorazione astratta, il Piano Rifiuti della Regione è fermo da un anno e mezzo e ha raccolto una quantità di osservazioni”, ha affermato. “La nuova legge produrrebbe un danno alle imprese, con l’aumento dal 2017 della tariffa per il conferimento in discarica”, mentre la “tariffazione puntuale sarebbe rimandata al 2020. È contraddittorio fare leva su immediati comportamenti virtuosi, promettendo un vantaggio futuro; mancano elementi di valutazione sugli effetti di queste novità, ed è assai vaga la definizione del fondo a disposizione dei Comuni, con i criteri di premialità. Non va dimenticato, inoltre- ha chiuso Bargi- come l’attuale situazione nella raccolta dei rifiuti sia estremamente diversificata sul territorio regionale”.

Da Tommaso Foti (Fdi-An) è venuta la richiesta di sviluppare in commissione Bilancio “una discussione circostanziata su tributi, tariffe, incentivi ed effetti finanziari della nuova legge”. Per esempio, al consigliere non pare chiaro “come interverrà la Regione sui cosiddetti Centri per il riuso che i Comuni dovranno approntare”. Quanto al fondo incentivante, nella stesura della legge “sembra essere completamente gestito dall’Agenzia territoriale per i servizi idrici e i rifiuti (Atersir): per evitare una delega in bianco- ha sottolineato Foti- sarebbe opportuno che il nuovo regolamento venga valutato anche dalle commissioni assembleari”.

Infine, Andrea Bertani (M5s) ha detto di essere “favorevole alle premesse, agli obiettivi e a molti strumenti identificati dalla nuova legge”, ma di volerne evidenziare “alcune lacune che vanno risolte. Manca una valutazione tecnica sugli effetti dell’ecotassa per lo smaltimento in discarica dal 2017, e sembra che da quell’anno verranno a mancare i finanziamenti aggiuntivi della Regione, finora necessari per le azioni di bonifica ambientale”. Da chiarire anche “la questione degli eventuali rifiuti provenienti da altre regioni: il voto negativo in sede consultiva, dunque, è per la mancanza di dati oggettivi di natura finanziaria”, ha concluso.

(rg)

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