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Riforma degli enti locali. “Revisione spinta dalla crisi economica. Ora uno sforzo comune per una nuova sfida”

Nel convegno sulla revisione del Testo unico degli enti locali rimarcata la necessità di accelerare i tempi della riforma. L’assessore regionale Paolo Calvano ha annunciato l’obiettivo di approntare un testo unico degli enti locali emiliano-romagnoli entro la legislatura

La revisione del Testo unico degli enti locali (Tuel) è stata oggetto del convegno che si è tenuto in mattinata nella sala Fanti dell’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna.

In apertura la presidente dell’Assemblea legislativa Emma Petitti ha puntualizzato: “L’Emilia-Romagna ha sempre avuto chiara l’immagine di se stessa come di un ente di regolazione e programmazione, solo quando le circostanze o le norme lo imponevano ha interpretato il proprio ruolo come ente di gestione diretta, ma sempre attenta al coinvolgimento degli enti locali”.

I lavori sono stati coordinati dal vicepresidente della Consulta di garanzia statutaria della Regione Emilia-Romagna Corrado Caruso, che ha ricordato come in questa fase “siamo ancora nell’ambito del ‘test’ per trovare soluzioni e capire se possono funzionare”.

Negli interventi che sono seguiti è stata condivisa l’esigenza di trovare un equilibrio tra le funzioni di Comuni e Province, i cui ruoli sono stati ridimensionati attraverso la riforma Delrio del 2014. Evidenziata poi la necessità di velocizzare i tempi, alla luce delle sfide attese nei prossimi mesi, a partire dagli investimenti che gli enti locali saranno chiamati a gestire con i fondi del Pnrr.

Andrea Pertici, titolare della cattedra di Diritto costituzionale all’Università di Pisa ha sottolineato che “il testo non è ancora passato al vaglio del Consiglio dei ministri ma continua il lavoro finalizzato alla riforma. Nel Testo unico si pone naturalmente il tema delle Province, a loro volta riformate nel 2014, e va tenuto conto delle loro funzioni”.

La professoressa di Diritto amministrativo dell’Università di Bologna Claudia Tubertini ha aggiunto: “Il Pnrr e la crisi economica hanno dato una spinta al processo di revisione. Si aprirà una nuova stagione di leggi regionali di riordino, nuovi trasferimenti di risorse e nuovi passaggi di personale. Sarà un percorso non semplice che richiederà uno sforzo da tutti i livelli di governo”.

A seguire si è aperta la tavola rotonda moderata dalla presidente della Consulta di garanzia statutaria nonché docente di Diritto costituzionale all’Università di Bologna, Chiara Bologna, che ha messo in evidenza come “il progetto di riforma degli enti locali sia una scommessa importante”.

Il senatore Stefano Candiani ha evidenziato come “i temi trattati sono fondanti: non funziona bene lo Stato se non funzionano bene le ‘strutture più piccole’, come gli enti locali. Occorre quindi auspicare una revisione complessiva degli enti locali”. Il sindaco di Cesena Enzo Lattuca ha aggiunto: “Una delle grandi questioni che va affrontata riguarda i rapporti tra giunte e consigli. Se si vuole davvero affrontare la revisione del Tuel occorre affrontare diversi nodi, per il governo questa riforma deve essere un punto imprescindibile”. Il capo di Gabinetto del sindaco della Città metropolitana di Bologna Sergio Lo Giudice ha proseguito: “Abbiamo cercato di capire come portare avanti questo progetto a partire dal ruolo e dalle funzioni della Città Metropolitana. Sulla riforma ci sono aspettative anche di un sistema economico e lavorativo che ambisce ad essere unitario”. Per il sindaco di Reggio Emilia e presidente Anci Emilia-Romagna Luca Vecchi “riformare il Tuel significa cambiare una legge fondamentale perché destinata a cambiare di fatto il funzionamento statale. Tuttavia, manca ancora la spinta politica nazionale”.

I lavori si sono conclusi con l’intervento dell’assessore al Bilancio e riordino istituzionale della Regione Emilia-Romagna, Paolo Calvano: “A partire dai prossimi mesi l’Emilia-Romagna deve cimentarsi in sfide importanti. Al di là del testo unico il focus è sul ruolo delle autonomie, ancora più determinante perché siamo alle prese con il Pnrr che avrà ricadute decisive proprio sugli enti locali. Dobbiamo andare avanti rapidamente per non rimanere in una situazione di limbo”. Calvano ha rimarcato “l’esempio virtuoso delle Unioni di Comuni che offrono la possibilità di gestire funzioni in maniera condivisa senza essere in competizione con le Province”. Ha chiuso annunciando: “In Emilia-Romagna ci siamo dati l’obiettivo di fare un testo unico degli enti locali emiliano-romagnoli e lo faremo a legislazione vigente, mettendo attorno a un tavolo tutti gli attori protagonisti per accompagnarci nelle sfide che ci pone l’Europa”.

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(Lucia Paci)

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