Sanità e welfare

Question time Casadei (M5s): “Superare le criticità sulle erogazione dei farmaci per prevenire HIV”

La risposta dell’assessore regionale Massimo Fabi: “A Bologna ci sono criticità nell’erogazione della profilassi pre esposizione all’HIV, servono interventi organizzativi puntuali, occorre ampliando le sedi, c’è l’impegno della Regione Emilia-Romagna ad accontentare tutte le persone che hanno richiesto il farmaco”

“La Regione garantisca un accesso effettivo, continuativo e tempestivo alla presa in carico per le profilassi pre esposizione all’HIV, in particolare per le prime visite e gli avvii, superando le eventuali criticità in merito all’indisponibilità di posti e ai rinvii prolungati che impedirebbero di fatto l’inizio del percorso”.

La richiesta arriva, con un’interrogazione a risposta immediata discussa in aula, da Lorenzo Casadei (Movimento 5 Stelle).

“La profilassi pre esposizione all’HIV – si lege nel testo dell’atto – è uno strumento di prevenzione ad alta efficacia che abbatte il rischio di infezione da HIV, contribuendone al contenimento di nuove e alle relative conseguenze cliniche, con benefici diretti sulla sanità pubblica e sulla qualità di vita dei cittadini”.

“In Emilia-Romagna – spiega il consigliere – le nuove diagnosi di HIV sono in costante calo, ma la nostra regione resta tra quelle con maggiore incidenza in Italia (4,4 casi per 100mila abitanti nel 2024), le nuove infezioni riguardano prevalentemente il sesso maschile (74% nel 2024), soprattutto nella fascia 30–39 anni, con un aumento tra gli under 30, e permane una quota ancora molto elevata di diagnosi tardive (53% nel 2024), elemento che rende indispensabile rafforzare screening, diagnosi precoce e accesso agli strumenti di prevenzione combinata”. Prosegue: “Risultano già in essere misure di sostegno al sistema di prevenzione sul territorio regionale, a partire da quello bolognese, sono, però, pervenute proprio a Bologna segnalazioni su criticità nell’avvio della profilassi pre esposizione all’HIV, con difficoltà nell’accesso ai primi appuntamenti, rinvii prolungati e una conseguente riduzione della capacità di presa in carico di nuovi utenti, a fronte di una domanda in crescita, anche in considerazione del fatto che le stesse strutture coinvolte nell’avvio e nel follow up registrano elevati carichi di lavoro legati non solo al testing e al counselling, ma anche al monitoraggio a lungo termine delle persone HIV positive, alla gestione delle infezioni sessualmente trasmissibili, alle consulenze infettivologiche intraospedaliere, ai percorsi per pazienti complessi e fragili e alla gestione di altre patologie infettive”. Conclude: “Situazione che rischia di trasformare il diritto alla prevenzione in un accesso sostanzialmente limitato nella pratica, con l’effetto di aumentare l’esposizione al rischio e di indebolire il contenimento della diffusione del virus e delle nuove infezioni, oltre a compromettere gli obiettivi di diagnosi precoce e riduzione delle diagnosi tardive”.

La risposta arriva dall’assessore regionale Massimo Fabi: “Quello della prevenzione è un tema fondamentale, gli interventi, a partire dalle malattie sessualmente trasmissibili, devono essere integrati, è poi importante fare informazione tra i cittadini, con la profilassi pre esposizione all’HIV si eliminano i rischi di infezioni, in regione il suo utilizzo è in aumento”. Sulla situazione sotto le Due Torri, Fabi ricorda che “a Bologna ci sono criticità, servono interventi organizzativi puntuali, occorre ampliando le sedi, c’è l’impegno della Regione Emilia-Romagna ad accontentare tutte le persone che hanno richiesto l’erogazione del farmaco”.

La replica di Casadei: “Sono soddisfatto della risposta, c’è un forte impegno della Regione Emilia-Romagna sul tema della prevenzione, utile intervenire su Bologna”.

(Cristian Casali)

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