La Regione accerti la situazione dei servizi di emergenza-urgenza all’Ausl di Imola (Bologna), per evitare che le inefficienze gestionali si possano trasformare in un rischio clinico inaccettabile. L’interrogazione presentata da Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia) fa seguito alla notizia di una paziente 97enne che al pronto soccorso di Imola ha dovuto attendere oltre 36 ore prima di ottenere un posto letto per il ricovero.
“La carenza di posti letto è una piaga che mina il diritto alla salute sancito dalla Costituzione – ha sottolineato la capogruppo di FdI – e questo ennesimo caso mette in evidenza le criticità del sistema sanitario imolese, dove l’ospedale Santa Maria della Scaletta soffre di un cronico problema di boarding, ovvero l’attesa di un posto letto dopo la decisione di ricovero. Inoltre, si utilizza in assoluta emergenza il prestito del personale sanitario dai reparti per tappare i buchi al pronto soccorso”.
“Secondo le linee guida attuali – ha aggiunto – il tempo massimo raccomandato tra il triage e la conclusione della prestazione in pronto soccorso dovrebbe essere di 8 ore e il caso segnalato è l’esempio di una situazione di estrema fragilità clinica e umana. L’Ausl di Imola ha cercato di giustificare adducendo una quota significativa di bisogni assistenziali complessi”.
Da qui l’atto ispettivo per sapere “quanti casi di boarding prolungato si siano verificati negli ultimi tre anni nell’ospedale Santa Maria della Scaletta, quanti operatori sanitari siano stati prestati dai reparti per i servizi di emergenza-urgenza al pronto soccorso” e, infine, “per quale motivo sul caso della paziente 97enne, vista l’età e il quadro clinico di una severa polmonite, non sia stato attivato un percorso agevolato per limitare l’attesa prolungata”.
(Lucia Paci)



