“Dettagliare le modalità operative per i trasporti di pazienti non tempo-dipendenti nei presidi ospedalieri di Porretta Terme e Vergato”.
A porre il quesito con un’interrogazione è la capogruppo di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti, la quale fa proprie le perplessità espresse da un sindacato del comparto sanitario su un “ricorso crescente e sistematico all’automedica 118 per trasporti secondari non tempo-dipendenti, riferiti a pazienti già valutati e gestiti all’interno del presidio ospedaliero”.
Evangelisti rimarca poi come “l’utilizzo dell’automedica, unico mezzo di soccorso avanzato per un’area montana molto vasta, comprendente circa 14 Comuni, determina una scopertura aggiuntiva del territorio per periodi di 2 o 3 ore, con tempi di risposta incompatibili con la gestione delle emergenze tempo-dipendenti, già molto precari a causa della morfologia montana, dalle condizioni vierie e dalla possibile indisponibilità dell’elisoccorso”.
Sottolineando come di norma i trasferimenti di pazienti non tempo-dipendenti fossero garantiti da personale ospedaliero, riservando l’intervento del 118 ai soli casi critici “proprio nella consapevolezza della scarsità delle risorse mediche territoriali del 118”, Evangelisti evidenzia infine la gestione delle emergenze intraospedaliere, soprattutto per quanto riguarda il presidio medico di Vergato che per la capogruppo “determina un’ulteriore sottrazione di risorse al territorio per l’emergenza extra ospedaliera”.
Dalla situazione descritta e rimarcando come il territorio della montagna bolognese “sia già caratterizzato da una dotazione di mezzi medicalizzati inferiore agli standard di riferimento”, Marta Evangelisti trae il proprio atto ispettivo caratterizzato da una nutrita serie di quesiti rivolti alla giunta regionale per sapere se siano state modificate le procedure operative relative ai trasporti secondari non tempo-dipendenti. Oltre a ciò la consigliera chiede se “se sia ritenuto appropriato e sicuro l’impiego sistematico dell’unico mezzo medicalizzato territoriale per trasferimenti non tempo-dipendenti, con conseguente scopertura di un’area montana vasta e logisticamente complessa” e quali sono ad oggi le repsonsabilità operative in capo al personale ospedaliero e al personale dell’emergenza territoriale 118 in relazione ai trasferimenti secondari.
Nell’auspicare una urgente ridefinizione delle procedure condivisa con il personale coinvolto “per garantire la sicurezza dei pazienti, la continuità della copertura territoriale e l’appropriatezza dell’utilizzo delle risorse di emergenza”, Marta Evangelisti chiede se esistano misure transitorie per evitare che i trasporti non tempo-dipendenti determino la scopertura del servizio di emergenza territoriale.
In via più generale, infine, la capogruppo chiede “a fronte di una narrativa regionale che parla di un surplus di mezzi di soccorso avanzato doppio rispetto ai requisiti ministeriali e alle dichiarazioni di alcuni direttori generali sull’equivalenza funzionale tra mezzi avanzati rispetto agli equipaggi composti da medico e infermiere, come mai si arrivi al paradosso di distrarre proprio l’unico mezzo con medico a bordo a presidio di un territorio ben più ampio dei 350 chilometri quadrati. Ciò forse significa che gli altri mezzi sono forse meno avanzati?”
(Luca Boccaletti)



