Evitare la chiusura delle liste di prenotazione per le visite presso il servizio di Medicina dello Sport della Ausl di Bologna. A chiederlo è Elena Ugolini (Rete civica) con un’interrogazione a risposta orale in commissione Politiche per la salute, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli.
Ugolini spiega che diversi cittadini hanno segnalato alla consigliere di aver provato nei giorni scorsi a prenotare una visita presso il servizio di Medicina dello Sport della Ausl di Bologna, per i bambini da 12 anni in su, attraverso la modalità CupWeb / Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE). Gli stessi “hanno anche riferito – evidenzia la consigliera – di non aver trovato alcuna disponibilità di data, in quanto le liste di prenotazione risulterebbero chiuse, e dunque non ci sarebbe alcuna possibilità, al momento, di ottenere un appuntamento per la visita medica di cui sopra”.
Ugolini ricorda che, come previsto dalla normativa, per svolgere attività sportiva agonistica è necessario un certificato di idoneità specifico per ogni tipo di sport.
“La visita medico sportiva per ottenere il certificato medico di idoneità alla pratica sportiva agonistica presso uno specialista privato non accreditato ha un costo di circa 80 euro, con gli esami diagnostici previsti”, sottolinea la consigliera che, alla luce delle difficoltà rilevate, chiede alla Giunta di intervenire su tutte le strutture della Regione “per evitare che siano chiuse le liste di attesa non appena queste non sono in grado di garantire il rispetto dei tempi standard”.
“Le agende non sono chiuse”, risponde l’assessore alle Politiche per la salute, Massimo Fabi per il quale “l’eccesso di prenotazioni è dovuto a picchi stagionali; quindi, le agende possono risultare complete nel breve e medio periodo. In una rilevazione del 18 febbraio, l’attesa risultava essere di nove giorni, mentre in un’altra più recente risultava di quattro giorni. Bisognerebbe sollecitare i cittadini ad avere comportamenti diversi, prenotando magari la visita nei periodi più scarichi”.
Ugolini si ritiene parzialmente soddisfatta, “dopo avere fatto l’interrogazione, nell’arco di 3-4 giorni si sono riaperte le liste. Sarebbe giusto che i cittadini vedessero scritto ‘in questo momento le agende sono chiuse, riapriremo nei prossimi giorni’. Anche questa mattina l’attesa era di nove giorni”. Un tempo accettabile per la consigliera, che chiede maggiore trasparenza nei confronti delle persone “in modo che sappiano cosa devono fare se trovano chiuse le liste”.
(Giorgia Tisselli)



