Sanità e welfare

Casadei (M5s): “La Regione avvii un monitoraggio dei Pfas nei vigili del fuoco”

Con una risoluzione il consigliere sollecita la verifica della presenza di componenti chimici sintetici, nocivi per la salute, nelle categorie maggiormente esposte

La Regione avvii un programma di biomonitoraggio dei Pfas (sostanze perfluoroalchiliche, composti chimici sintetici) nei vigili del fuoco operanti in Emilia-Romagna integrandone il controllo all’interno della medicina del lavoro. È l’impegno chiesto da Lorenzo Casadei (Movimento 5 stelle) che ha presentato una risoluzione affinché venga verificata la presenza di Pfas in materiali, dispositivi di protezione individuale e schiume antincendio in uso nei distaccamenti regionali, e avviare progressivamente una transizione verso materiali e attrezzature privi di Pfas.

“L’esposizione a Pfas – ha spiegato il consigliere – è associata a una vasta gamma di gravi effetti sanitari, tra cui diversi tipi di cancro, malfunzionamenti tiroidei, disfunzioni immunitarie. In ambito lavorativo, vigili del fuoco e altre categorie professionali esposte registrano livelli significativamente elevati di Pfas nel sangue e nei dispositivi di protezione, con evidenze di alterazioni connesse a tumori, malattie neurologiche e autoimmuni. La Regione Emilia-Romagna dispone di una rete sanitaria, laboratoristica e ambientale in grado di attivare, con risorse limitate e in tempi contenuti, un piano integrato di prevenzione e tutela basato su criteri scientifici, territorialità e trasparenza dei dati raccolti. Sarebbe pertanto opportuno promuovere una mappatura regionale dei siti a rischio Pfas, coinvolgendo in modo coordinato i principali enti istituzionali, tecnici, scientifici e sociali a livello regionale e nazionale”.

Con la risoluzione Casadei chiede inoltre di “promuovere eventuali azioni integrative, anche in collaborazione con università e laboratori di ricerca, riguardanti il monitoraggio, il trattamento ambientale e la sostituzione dei Pfas” e invita la giunta “a richiedere formalmente al governo e all’Inail il riconoscimento della categoria come lavoratori esposti a sostanze ambientali e professionali altamente usuranti e  invalidanti”.

(Lucia Paci)

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