La Regione contatti al più presto il ministero degli Affari esteri e il ministero della Salute per manifestare la disponibilità dell’Emilia-Romagna ad accogliere nella rete trapiantologica regionale un minore palestinese affetto da una forma aggressiva di tumore, qualora sia possibile il suo trasferimento in Italia. A chiederlo è Lorenzo Casadei (Movimento 5 stelle) che sollecita tutte le verifiche necessarie per poter effettuare una valutazione preliminare di fattibilità clinica e organizzativa della presa in carico, oltre al coinvolgimento di organizzazioni o canali umanitari internazionali utili a rendere effettivo e sicuro il trasferimento del minore e della famiglia.
“Pur restando di competenza statale la gestione dei rapporti internazionali, dei visti e dei trasferimenti sanitari transfrontalieri – ha premesso Casadei – la Regione Emilia-Romagna può e deve esercitare un ruolo attivo nel coordinamento con il Servizio sanitario regionale e nell’offerta di disponibilità delle proprie strutture di eccellenza, quando vi siano condizioni cliniche, organizzative e giuridico-amministrative per farlo. La rete sanitaria dell’Emilia-Romagna può contare su presìdi di eccellenza nel campo dei trapianti e delle terapie cellulari avanzate: il policlinico Sant’Orsola di Bologna, il policlinico di Modena e l’azienda ospedaliero universitaria di Parma sono eccellenze nei trapianti”.
“La presa in carico di un caso clinico complesso come quello del giovane paziente palestinese – ha concluso Casadei – richiede la tempestiva attivazione di un canale istituzionale tra Regione, strutture del Servizio sanitario regionale e il Centro riferimenti trapianti Emilia-Romagna, nonché autorità nazionali a partire dai ministeri degli Esteri e della Salute al fine di verificare la fattibilità degli aiuti”.
(Lucia Paci)



