Scuola giovani e cultura

Educazione alimentare: approvati programmi pari a 415mila euro per il triennio 2026-2028 con l’obiettivo di sensibilizzare i giovani e ridurre lo spreco alimentare

La commissione Politiche per la salute presieduta da Giancarlo Muzzarelli ha dato parere favorevole alle iniziative proposte dalla Giunta

Ortaggi, Frutta, Pane, Pasta

Progetti educativi regionali rivolti alle scuole, fattorie didattiche, educazione alimentare legate a maggiore attività fisica, impegno per ridurre lo spreco alimentare. Nel prossimo triennio, gli anni cioè che vanno dal 2026 al 2028, la Regione Emilia-Romagna investirà 415.699 euro per l’orientamento ai consumi e l’educazione alimentare. Per il 2026 sono previsti 123.699 euro, mentre 146mila euro all’anno sono stanziati per il 2027 e il 2028.

Il dato emerge dal “Programma per l’orientamento dei consumi e l’educazione alimentare” presentato e approvato oggi nel corso della seduta congiunta della commissione Politiche economiche presieduta da Luca Giovanni Quintavalla e della commissione Scuola presieduta da Maria Costi che ha dato il via libera a progetti, iniziative e finanziamenti che si inseriscono in un quadro con numeri preoccupanti.

Le cifre

Tra gli adolescenti solo il 32,7% consuma frutta una o più volte al giorno e il 27,8% verdura quotidianamente; il consumo di bibite gassate/zuccherate e di spuntini salati per due o più volte a settimana coinvolge rispettivamente il 39,3% dei ragazzi e ben il 63,4% delle ragazze. Inoltre, un bambino su 5 non fa attività fisica quotidiana regolare, più del 70% non si reca a scuola a piedi o in bicicletta e quasi la metà trascorre più di due ore al giorno davanti alla TV, al tablet o al cellulare.

Al centro delle attività finanziate dalla Regione ci saranno attività di educazione alimentare, sport e conoscenza della natura perché l’educazione alimentare non possa essere ridotto alla sola dimensione nutrizionale: il cibo, infatti, è cultura, storia, identità, relazione con il territorio, espressione di tradizioni e saperi locali. Fare educazione alimentare significa quindi, non solo suggerire come, quanto e di cosa alimentarsi, ma fornire strumenti per comprendere il valore del cibo lungo l’intera filiera, dalla produzione al consumo. L’obiettivo dei progetti che verranno realizzati nel corso del triennio sarà quello di avere una maggiore consapevolezza dei cittadini rispetto alle scelte alimentari, di rafforzare le competenze pratiche e decisionali delle giovani generazioni e di incrementare l’utilizzo di prodotti sostenibili e a qualità regolamentata nella ristorazione collettiva. Oltre che valorizzare il territorio rurale e le filiere locali, sul solco del progetto “Fattorie aperte” nato nel 1999 e che nel solo ultimo triennio 2023-2025 ha coinvolto 53.233 persone.

Il dibattito in commissione

A introdurre i lavori sono stati i due presidenti di commissione, Quintavalla e Costi, per i quali “il tema dell’educazione alimentare è importante: la Regione Emilia-Romagna si sta impegnando a partire dalla prevenzione e l’obiettivo è quello di promuovere l’utilizzo di cibo di qualità e contrastare gli sprechi, coinvolgendo prima di tutto i più giovani”.

Per Ludovica Carla Ferrari (Pd) “è importare sensibilizzare i cittadini sul tema del benessere alimentare coniugandolo con l’attenzione all’ambiente e la tutela dei prodotti locali”.

Sulla stessa linea Francesca Lucchi (Pd) per la quale “dobbiamo mettere al centro la scuola: l’Emilia-Romagna investe in salute, il cibo è cultura. Dobbiamo rivolgerci prima di tutto ai bambini perché serve particolare attenzione alla qualità degli alimenti somministrati nelle scuole”.

“Il governo Meloni è stato il primo ad attivarsi con forza sul problema dell’obesità e del diabete con specifici progetti da incentivare prima di tutto nelle scuole. Allo stesso tempo dobbiamo riservare particolare attenzione alla tutela dei prodotti locali”, rimarca Nicola Marcello (FdI).

(Luca Molinari e Luca Casali)

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