Potenziare l’attuazione e l’aggiornamento periodico dei percorsi preventivi e diagnostico-terapeutici per sovrappeso e obesità.
Lo chiede una risoluzione, a prima firma Nicola Marcello (FdI) e sottoscritta anche da rappresentanti di Pd e Civici, approvata all’unanimità dalla commissione Politiche per la salute, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli. La risoluzione impegna la Regione a proseguire e rendicontare il monitoraggio dei dati epidemiologici su sovrappeso e obesità in età pediatrica e adulta, anche con dettaglio provinciale, avvalendosi dei sistemi di sorveglianza già operativi. L’atto è stato sottoscritto anche dai consiglieri e dalle consigliere Alice Parma (Pd), Andrea Massari (Pd), Giovanni Gordini (Civici per de Pascale), Maria Costi (Pd), Fabrizio Castellari (Pd), Eleonora Proni (Pd).
“L’obesità è riconosciuta come una malattia cronica, progressiva e recidivante, correlata ad altre patologie di interesse sociale, come stabilito anche da recenti proposte legislative nazionali. In base ai dati del 4° Italian Barometer Obesity Report – ha sottolineato Marcello – in Italia sono 6 milioni le persone con problemi di sovrappeso e obesità, pari a circa il 12% della popolazione adulta”. Il consigliere ricorda che a livello nazionale sono operativi diversi sistemi di sorveglianza tra cui “OKkio alla Salute” che monitora l’andamento dell’obesità infantile, e il sistema PASSI (Progressi delle Aziende Sanitarie per la Salute in Italia), coordinato dall’Istituto Superiore di Sanità, che rileva informazioni sulle condizioni di salute e sugli stili di vita della popolazione adulta. “In Emilia-Romagna, la prevalenza di sovrappeso nei bambini secondo i dati aggiornati dell’indagine “OKkio alla SALUTE” 2023 corrisponde al 18,6% e quella dell’obesità circa al 7,1 %. – continua Marcello, mentre – secondo i dati PASSI, del periodo 2022-2023, in Emilia-Romagna il 32% degli adulti, dai 18 ai 69 anni, risulta in sovrappeso e un ulteriore 11% presenta obesità, portando la quota totale di persone con eccesso ponderale al 43%. Bisogna proseguire nel rafforzamento dell’approccio integrato già in essere in Emilia-Romagna, fondato sulla prevenzione, la diagnosi precoce, la presa in carico multidisciplinare e l’accesso equo alle cure”.
“La Regione Emilia-Romagna ha già istituito il Tavolo Tecnico Regionale sulla Sicurezza Nutrizionale (TaRSiN), in raccordo con il Tavolo Nazionale (TaNSiN) e il Coordinamento Regionale della Rete di Nutrizione Preventiva e Clinica quale sede permanente di coordinamento e indirizzo delle politiche nutrizionali regionali. È, quindi, opportuno proseguirne i lavori rafforzando la collaborazione tra istituzioni, mondo scientifico e realtà territoriali”, ha sottolineato il consigliere.
Alla luce di queste considerazioni, Marcello ha chiesto alla giunta di potenziare l’attuazione, e l’aggiornamento periodico, dei percorsi preventivi e diagnostico-terapeutici dedicati (PPDTA) per sovrappeso e obesità in età pediatrica e adulti in tutte le Aziende USL, includendo: promozione dell’attività fisica e contrasto alla sedentarietà in scuole e luoghi di lavoro, programmi di educazione alimentare e stili di vita sani, sostegno all’allattamento al seno nei primi 1000 giorni, iniziative di sensibilizzazione rivolte a famiglie e comunità, formazione interdisciplinare degli operatori sanitari, MMG e PLS, e degli operatori socio-educativi.
Il dibattito tra i consiglieri
Ad aprire il dibatto è stata Ludovica Carla Ferrari (Pd) sottolineando che: “La Regione già da tempo ha attivato percorsi per la prevenzione dell’obesità, azioni che noi chiediamo di riconsiderare anche in base ai risultati ottenuti fin qui. Il riconoscimento del fenomeno come malattia cronica è importante, partendo da un approccio che inizia, per esempio, da un’indagine endocrinologica. Importante è porre l’attenzione sull’obesità infantile, ma con un’attenzione verso la fragilità. Il tema impone una certa delicatezza e un cambio culturale”.
“Questa risoluzione è il segno del fatto che si può lavorare insieme, – ha esordito Giovanni Gordini (Civici) – quando cerchiamo di elaborare qualcosa di comune si deve fare riferimento a ciò che c’era, cercando di cogliere gli stimoli della minoranza. Senza una riscrittura potenziale, ma attraverso miglioramenti”.
Per Maria Costi (Pd) si tratta di un tema “importante e strategico sul quale la Regione Emilia-Romagna lavora da tempo. – inoltre, ha ricordato che – un investimento di 1 euro in prevenzione, da un risparmio di 6 euro. Sul tema dell’educazione alimentare potremmo trovare un coinvolgimento delle persone. Questo è un valore fondante della nostra azione”.
“Propongo un’integrazione: l’ufficio scolastico regionale – ha commentato Elena Ugolini (Rete civica) – deve essere coinvolto, partendo già dal nido. C’è un aspetto, dal punto di vista culturale, che è strettamente collegato al rapporto che i bambini hanno con il cibo. Inoltre, ci dovrebbe essere anche il collegamento con i centri per le famiglie”.
Maria Laura Arduini (Pd) ha spiegato che: “nel territorio di Reggio Emilia, ad esempio, grazie a un progetto, vengono date delle ricette alle famiglie per una sana alimentazione. Bisogna mettere a sistema le buone pratiche territoriali e svilupparle su tutta la Regione”.
L’assessore alla Sanità, Massimo Fabi, ha risposto ai quesiti ricordando che l’ufficio scolastico regionale è già coinvolto.
(Giorgia Tisselli)



