Sanità e welfare

Galli (Fi): Più personale e letti all’ospedale di Cona per fronteggiare boom afflussi

L’esponente azzurro interroga la giunta per “arginare e risolvere le criticità, ormai quotidiane”, dell’ospedale estense

Andrea Galli (Fi)

Un flusso di pazienti al’ospedale ferrarese di Cona sempre più in aumento e “le problematiche della struttura che deriverebbero da una cronica carenza di posti letto oltre che da un numero esiguo di personale”. Sono queste le questioni sollevate dal consigliere regionale di Forza Italia Andrea Galli in un’interrogazione alla giunta.

I giorni scorsi “hanno visto la condizione di iperafflusso non attenuarsi. Alle 16.30 di lunedì 4 febbraio – spiega Galli – il dipartimento medico registrava tutti i posti letto occupati. In serata, anche il reparto di Medicina d’emergenza avrebbe esaurito la capacità di ricovero”. In più: “Alle 16 di martedì 5 febbraio il dipartimento medico aveva tutti i posti letto occupati. In serata sia i letti dedicati all’iperafflusso nei reparti di Medicina d’urgenza che quelli in Chirurgia d’urgenza erano destinati all’esaurimento”. Inoltre, spiega l’esponente azzurro, “la stessa direzione sanitaria del Sant’Anna di Cona, secondo il direttore Eugenio di Ruscio, ammetterebbe che l’emergenza posti letto per iperaflusso è ormai cronica e i 24 posti letto previsti per l’emergenza a Cona verrebbero ricavati per sette letti da Chirurgia e per altri 17 dalla Medicina d’urgenza”.

Dunque Galli interroga la giunta per sapere “cosa intenda fare per arginare e risolvere le criticità, ormai quotidiane, che starebbe vivendo l’ospedale di Cona, per quale motivo non sia stato predisposto un piano di potenziamento del personale e dei posti letto in anticipo, se ed entro quali termini intenda rivedere il piano della gestione delle emergenze all’ospedale di Cona, in una prospettiva più ampia di potenziamento delle strutture sanitarie della provincia di Ferrara e dell’intera regione”. E, infine, per quale motivo non ci si sia organizzati per evitare che a Cona si riversassero “nei reparti di Chirurgia i pazienti ricoverati, con conseguenti problemi alle liste e ai tempi di attesa per gli interventi di routine”.

(Margherita Giacchi)

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