Sanità e welfare

Sanità. Gibertoni (M5s): crescita esponenziale studenti con disturbi apprendimento, Regione indaghi le cause

“A livello regionale, nel 2018-2019, sono state 29.812 le segnalazioni di Dsa, ovvero quasi il 5% degli alunni”, spiega Gibertoni che chiede di “formare professionisti esperti nella valutazione dell’impatto sanitario” per le politiche pubbliche

Giulia Gibertoni (M5s)

Avviare “uno studio approfondito per capire il perché dell’incremento di segnalazioni di Disturbi Specifici di Apprendimento (Dsa) nelle scuole dell’Emilia-Romagna”. Lo chiede in un’interrogazione alla Giunta la consigliera Giulia Gibertoni (Movimento 5 stelle) in riferimento ai dati forniti dall’Ufficio Scolastico Regionale sull’anno scolastico appena concluso, che mettono in evidenza, sopratutto nella provincia di Modena, un “aumento esponenziale di alunni con disturbi specifici di apprendimento”, definito “impetuoso dallo stesso Ufficio scolastico regionale”, come evidenzia l’esponente del M5s.

“A livello regionale, nel 2018-2019, sono state 29.812 le segnalazioni di Dsa, ovvero quasi il 5% degli alunni”, spiega Gibertoni, “e nel modenese si registra il picco più alto con 6.736 casi pari al 6,4% degli alunni”. I dati sarebbero incrementati anche rispetto allo scorso biennio, in tutte le province, “con un 18,6% in più, superando la media standard indicata dall’istituto superiore di sanità”.

“Numerosi studi mettono in evidenza che le cause dell’aumento dei disturbi del neurosviluppo non sono soltanto di natura genetica”, aggiunge la pentastellata che sottolinea come sia stato dimostrato anche che “l’ambiente interferisce sul genoma e i circuiti cerebrali si modificano in seguito alle stimolazioni ambientali”. Anche “l’inquinamento atmosferico sarebbe rilevante come determinante dello stato di salute delle popolazioni residenti nelle aree urbane”.

Per questo Gibertoni suggerisce alla Regione di “formare professionisti esperti nella valutazione dell’impatto sanitario e sugli effetti sanitari delle esposizioni ambientali, in grado di svolgere attività di monitoraggio ambientale ed epidemiologico”. L’obiettivo sarebbe quello di avere a disposizione delle politiche pubbliche “personale in grado di tradurre i risultati delle ricerche tossicologiche ed epidemiologiche in indicazioni pratiche a beneficio della salute della collettività”.

(Francesca Mezzadri)

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