Sanità e welfare

SANITÀ. GUARDIA MEDICA, LEGA NORD: “NO ALLA SOPPRESSIONE DEL SERVIZIO”, PD: “I DATI CHE ABBIAMO CI OBBLIGANO A UNA RIFLESSIONE”

Pompignoli in commissione ha sollecitato la Giunta “ad attivarsi, presso la Conferenza Stato Regioni, affinché vengano ridiscusse e riformulate le disposizioni per il rinnovo della convenzione della medicina generale”

“Nel 2015 i 151 punti regionali di guardia medica hanno erogato 723 mila prestazione, 162 prestazioni ogni 1.000 residenti, con attività concentrata soprattutto nelle ore diurne dei giorni festivi e prefestivi: dalle 8 alle 20 sono mediamente 25 le prestazioni per ogni turno, 2 nelle ore notturne. Anche gli accessi al pronto soccorso si concentrano nelle ore diurne, per circa il 70%. È quindi del tutto legittimo fare una riflessione sull’avvio di un processo di riorganizzazione dell’assistenza emergenziale. In Conferenza Stato-Regioni, sul tema, è stato ipotizzato il potenziamento del pronto soccorso e della medicina d’emergenza-urgenza”. Marcella Zappaterra (Pd) ha replicato in commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, ai quesiti posti in una risoluzione presentata dalla Lega nord, primo firmatario Massimiliano Pompignoli, per impegnare la Giunta “ad attivarsi, presso la Conferenza Stato Regioni, affinché vengano ridiscusse e riformulate le disposizioni contenute nell’atto di indirizzo per il rinnovo della convenzione della medicina generale, approvato lo scorso aprile, riguardanti la soppressione del servizio di guardia medica tra le ore 24 e le 8 nei giorni feriali e tra le 20 e le 8 nei giorni festivi”, oltre “a disporre interventi risolutivi e immediati al fine di garantire la piena operatività, anche notturna, dei medici di continuità assistenziale” e, ancora, “a promuovere una mappatura a livello regionale delle reali esigenze dei territori nei livelli di erogazione e assistenza dei servizi di cure primarie”.

“Il piano di riordino della sanità nazionale- ha evidenziato in commissione Pompignoli-, definito da Regioni e Governo, se andasse in porto, metterebbe a rischio, sul fronte occupazionale, circa 7.000 guardie mediche. Inoltre, questa situazione provocherebbe gravi disfunzioni nell’assistenza, con il rischio concreto di intasamento dei pronto soccorso, già al collasso, e disagi enormi soprattutto nelle aree geograficamente meno raggiungibili, distanti dai presidi ospedalieri e dai servizi del 118”.

Il documento è stato respinto dalla commissione: contrario il Pd, favorevoli Ln e Fdi-An e voto di astensione per il M5s.

Ha concluso la seduta l’intervento di Tommaso Foti (Fdi-An): “Il problema è solo politico, nella risoluzione di sbagliato ci sono solo le firme dei presentatori non il contenuto, per questo motivo è stata rigettata”.

(Cristian Casali)

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