14 Milioni di euro per la realizzazione della nuova struttura ospedaliera Maternità-infanzia di Reggio Emilia (MiRE), quasi 9 milioni per il nuovo fabbricato Materno infantile del Policlinico di Modena, altri 5 milioni per la riqualificazione del padiglione di Ostetricia e ginecologia dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna: è il potenziamento delle infrastrutture dedicate a mamme e bambini l’obiettivo principale degli interventi che la Regione finanzierà con le risorse derivanti da payback, cioè l’erogazione di risorse nazionali alle amministrazioni regionali a sostegno della spesa farmaceutica di ciascuna di esse.
Il Programma ripartizione risorse derivanti da payback è contenuto, insieme al Programma finanziamento interventi con risorse regionali, in una delibera di Giunta su cui la commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, ha espresso oggi parere positivo con il sì di Pd e Sel e l’astensione di Ln e M5s.
Tra gli altri investimenti previsti dal Programma degli interventi da finanziare con risorse derivanti da payback, illustrato dalla direttrice generale della direzione Sanità, Kyriakoula Petropulacos, spiccano 1,9 milioni di euro per la riqualificazione di un padiglione del Polo cardio-toraco-vascolare dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, 2,35 milioni per l’ampliamento e la ristrutturazione del Pronto soccorso dell’ospedale Bufalini di Cesena e la ristrutturazione dei locali ex rianimazione per la nuova centrale di sterilizzazione, che costerà 3,45 milioni di euro.
I più consistenti tra gli interventi da finanziare con risorse regionali, che in totale ammontano a più di 26 milioni di euro, sono invece altri 6,2 milioni sempre per la realizzazione del nuovo fabbricato Materno-infantile del Policlinico di Modena, 550.000 euro per l’acquisto di postazioni di monitoraggio di anestesia e rianimazione a Parma, il completamento della casa della salute di Puianello per 450.000 euro, 4,14 milioni di euro per le opere di miglioramento sismico dei locali dell’Ausl di Bologna, 470.000 euro per l’acquisto di due apparecchiature per la medicina nucleare all’Ospedale Maggiore di Bologna e 500.000 euro per la realizzazione del Polo odontoiatrico nella Casa della salute di Ferrara.
Non ha partecipato al voto Tommaso Foti (Fdi), perché, come spiegato dal consigliere, “è a dir poco anomalo il procedimento di anticipare una legge con una delibera, questo atto andava presentato solo dopo l’assestamento, non si possono approvare oltre 60 milioni di euro di spesa senza avere tempo per gli approfondimenti, la voce ‘Ammodernamento sostituzione e acquisizione tecnologie sanitarie’ viene ripetuta per ogni Azienda senza specificare nulla”. Inoltre, ha sottolineato, “è scorretto parlare di tempi stretti, la prima parte di questa delibera era pronta a luglio”.
Anche per Raffaella Sensoli (M5s) “lascia basiti una delibera da 65 milioni di euro che precede l’assestamento di bilancio, sarebbe stato necessario almeno un passaggio in commissione Bilancio- ha affermato-, ma ancora peggio è vedere come vengono stanziati altri 300.000 euro per sistemare i parcheggi dell’ospedale di Cona, un ospedale che è stato inaugurato, per quanto nato vecchio e nato male, solo due anni fa”. Inoltre, ha continuato la consigliera, “stiamo ancora aspettando che l’assessore alla Sanità venga in commissione a presentarci il Piano di riordino, intanto però stanziamo già milioni di euro per creare nuovi poli”.
Secondo Daniele Marchetti (Ln) “è impossibile non esprimere dubbi sulla modalità, sarebbero servite ben più profonde analisi specialmente considerando le cifre, servono ad esempio chiarimenti specifici per l’Asl di Romagna, non si specifica nemmeno per quali strutture verranno stanziate le cifre in una area così vasta”.
Marcella Zappaterra (Pd) è intervenuta per spiegare che “le procedure potevano essere effettivamente più lineari, condivido le osservazioni dei colleghi, ma si tratta di finanziamenti per interventi necessari e ben noti nei territori, abbiamo scelto di fare una eccezione sulla forma per rispondere nel merito sulla sostanza”. In ogni caso, ha ribadito, “non ci sono illegittimità di alcun genere, abbiamo solo scelto un percorso diverso da quelli precedenti, d’altra parte la scelta era se permettere di fare investimenti sul territorio oppure no”.
Anche il presidente Paolo Zoffoli (Pd) ha sottolineato che “si tratta di contributi per progetti in attesa da anni, il rischio era quello di doverli riconsiderare nel prossimo bilancio quando invece i nostri territori ne hanno bisogno adesso, sono stati gli stessi direttori generali delle aziende sanitarie a segnalare l’urgenza di questi finanziamenti”.
(jf)


