Potenziare i percorsi diagnostici, terapeutici e assistenziali (PDTA), anche in relazione agli aspetti psicologici, sociali ed economici, per le donne affette da endometriosi, proseguendo nel finanziamento delle campagne informative e ampliando il sistema diagnostico con il coinvolgimento dei pediatri accanto ai medici di medicina generale, ai consultori e alle professionalità già coinvolte.
E’ quanto si chiede nella risoluzione approvata oggi dall’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, che porta la prima firma della consigliera del Partito democratico Ludovica Carla Ferrari, e sottoscritta anche dai colleghi di partito Elena Carletti, Anna Fornili, Simona Lembi, Fabrizio Castellari, Francesco Critelli, Luca Giovanni Quintavalla, Maria Costi, Lodovico Albasi, Maria Laura Arduini, Gian Carlo Muzzarelli, Luca Sabattini, Alice Parma, Marcella Zappaterra, Eleonora Proni, Valentina Ancarani, Paolo Calvano, Francesca Lucchi, Matteo Daffadà, Raffaele Donini, Niccolò Bosi, Barbara Lori, dal consigliere del M5s Lorenzo Casadei e da Vincenzo Paldino del gruppo Civici con de Pascale. Fra gli altri impegni rivolti alla giunta, quello di richiedere al governo nazionale che l’endometriosi sia riconosciuta come una patologia che può limitare la capacità lavorativa, istituendo di conseguenza tutele per il diritto al lavoro delle persone affette, come ad esempio il congedo mestruale, e che venga istituito un tavolo di confronto Stato-Regioni per giungere a un documento d’indirizzo condiviso che uniformi i comportamenti organizzativi nella stesura dei percorsi diagnostico-terapeutici sull’intero territorio nazionale.
In sede di discussione, è stata abbinata la risoluzione di Fratelli d’Italia, a prima firma di Nicola Marcello, sottoscritta anche dai colleghi Marta Evangelisti, Annalisa Arletti e Priamo Bocchi, con la quale si chiede di potenziare la rete regionale per la diagnosi e la cura dell’endometriosi e di prevedere “l’esenzione del ticket per tutte le forme e per ogni grado della malattia, fin dalla prima diagnosi”, e di garantire forme di smart working e di lavoro a distanza dietro suggerimento di prescrizione sanitaria.
Al termine della discussione, è stata approvata solo la risoluzione della maggioranza, emendata con una proposta di Tommaso Fiazza (Lega). Respinta invece la risoluzione di FdI che, secondo la maggioranza, pone in capo alla Regione gran parte degli impegni che l’ente regionale ha già assunto.
Il dibattito in aula
Ludovica Carla Ferrari (Pd) ha esordito: “Oggi portiamo in aula una voce che proviene da una realtà più diffusa di quanto si pensi. L’endometriosi non si vede esternamente ma lascia segni profondi: si stima che 3 milioni di donne ne siano affette, con dolori costanti e diagnosi che arrivano dopo anni. Il dolore femminile è stato spesso normalizzato, trattato come qualcosa di passeggero e sopportabile, ma non è normale dover scegliere tra lavoro e salute e convivere con dolori che ti piegano. Da anni la Regione Emilia-Romagna ha avviato i percorsi diagnostici, integrando la medicina di genere nella programmazione, e ha intenzione di continuare a investire in tal senso ma non possiamo accettare che vi siano Regioni che investono e altre che non lo fanno. Anche a livello nazionale è necessario che il tema diventi prioritario e che non venga lasciato sulle spalle delle Regioni”.
Giovanni Gordini (Civici con de Pascale) ha parlato dell’endometriosi come di “un tema che deve coinvolgerci tutti, anche come uomini che devono prestare attenzione a questo problema femminile”.
Nicola Marcello (FdI) ha ricordato che la legge 234/2021 ha istituito il Fondo Nazionale per la lotta all’endometriosi, che è stata inserita nei livelli essenziali di assistenza dal 2017, garantendo l’esenzione dal ticket per le forme moderate e gravi. “Nonostante gli sforzi intrapresi – va avanti il consigliere – permangono criticità significative nell’accesso ai percorsi diagnostico-terapeutici per le pazienti con endometriosi, con tempi di attesa che in alcuni casi superano i 6-8 mesi per una prima visita specialistica”. Marcello ha ricordato l’impegno dell’attuale governo per la cura delle tante patologie femminili, fra cui l’endometriosi, verso la quale si sta ponendo grande attenzione. “A livello nazionale si sta pensando anche a diete e stili alimentari mirati, qualcosa di abbastanza avveniristico da associare a farmaci specifici per facilitare la vita delle donne che ne sono affette”.
Elena Carletti (Pd) ha parlato di “un percorso coraggioso, intrapreso da volontari e associazioni, che sono andati a bussare alle porte dei sindaci per generare mobilitazione, raccogliendo 15mila firme. Questo ci rende tutti un po’ responsabili rispetto a una patologia che non è una questione privata ma di benessere diffuso della società intera. La nostra Regione ha intrapreso un percorso pioneristico ma è interesse comune che il Paese cresca, arrivando ad una uniformità di risposte e prese in carico”.
Tommaso Fiazza (Lega) ha illustrato il suo emendamento (approvato), volto a istituire un tavolo tecnico-politico regionale di concertazione per migliorare la presa in carico multidisciplinare della patologia, garantendo equità di accesso alle cure e qualità dell’assistenza. “Vorrei che in futuro si lavorasse anche per garantire progressivamente la gratuità dei farmaci a tutte le persone già in possesso di un’esenzione, riconducibile al terzo e quarto stadio della patologia”, ha precisato Fiazza.
Annalisa Arletti (FdI) ha concluso: “Troviamo la risoluzione della maggioranza molto lacunosa sulle iniziative messe in campo a livello nazionale. Tra queste, ricordiamo l’inclusione degli stadi III e IV dell’endometriosi nei livelli essenziali di assistenza nel 2025, al fine di garantire esenzioni per alcune prestazioni specialistiche. Sono state realizzate iniziative di sensibilizzazione: Palazzo Chigi è stato illuminato in occasione della giornata dell’endometriosi. Inoltre, l’endometriosi è stata inserita nel piano nazionale delle cronicità. Il nostro auspicio è che la politica, trasversalmente, possa collaborare sulla parte sanitaria e che si arrivi presto all’approvazione della legge presentata a livello nazionale su nuove misure per diagnosi, cura e supporto”.
(Brigida Miranda)



