“Promuovere una mappatura regionale dei siti a rischio PFAS”.
La richiesta arriva dall’Assemblea legislativa regionale che ha approvato una risoluzione di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle a prima firma Lorenzo Casadei (M5 Stelle) che invita la Regione a promuovere una mappatura dei siti a rischio PFAS, composti chimici inquinanti. Sempre l’Assemblea ha anche approvato due punti di una risoluzione sullo stesso tema a prima firma Nicola Marcello (FdI) che chiede alla Regione da un lato di continuare a rendere sistematico il monitoraggio delle acque e dell’ambiente e dall’altro di adottare iniziative dedicate ai soggetti professionalmente esposti.
La risoluzione della maggioranza impegna la Giunta ad avviare un programma volontario di biomonitoraggio dei PFAS nei Vigili del Fuoco operanti in Emilia-Romagna, in collaborazione con le strutture sanitarie e i dipartimenti competenti, integrando il controllo dei PFAS all’interno della medicina del lavoro già esistente.
“I composti per e polifluoroalchilici (PFAS) sono definiti inquinanti eterni per la loro resistenza e costituiscono una famiglia di oltre 4.700 sostanze caratterizzate da elevatissima persistenza, bioaccumulo e tossicità in ambito lavorativo”, spiega Casadei che ha ricordato come “i vigili del fuoco e altre categorie professionali esposte registrano livelli significativamente elevati di PFAS nel sangue e nei dispositivi di protezione individuale che indossano per lavoro. L’esposizione è associata a gravi effetti sanitari tra i quali tumori, disfunzioni immunitarie, diabete, malattie neurologiche, interferenze epigenetiche. Le analisi effettuate in diverse città italiane hanno mostrato che i livelli di contaminazione ematica superano in molti casi le soglie di sicurezza raccomandate”. Per il consigliere la combinazione tra contaminazione ambientale diffusa e il rischio professionale rende necessario un intervento istituzionale urgente e multidisciplinare: “le evidenze scientifiche e le normative europee e nazionali richiedono una risposta immediata e strutturata”, sottolineano i firmatari della risoluzione che impegnano la Giunta a verificare la presenza di PFAS in materiali, dispositivi di protezione individuale e schiume antincendio usati dai vigili del fuoco, ad avviare progressivamente una transizione verso materiali e attrezzature privi di PFAS e a promuovere una mappatura regionale dei siti a rischio PFAS.
A quella della maggioranza è stata abbinata un’altra risoluzione di Fratelli d’Italia, a firma Nicola Marcello e Luca Pestelli. FdI chiede alla Regione di continuare e rendere sistematico il monitoraggio delle acque e dell’ambiente, con particolare riferimento alla presenza di PFAS, a prevedere specifiche misure di tutela per le donne in gravidanza e, ove necessario, programmi di screening nelle aree potenzialmente esposte. Chiede poi di adottare iniziative dedicate ai soggetti professionalmente esposti, prevedendo monitoraggi sanitari periodici, protocolli di sicurezza e azioni concrete di riduzione dell’esposizione. “Le evidenze scientifiche indicano come l’esposizione ai PFAS sia associata a numerosi effetti negativi sulla salute”, spiega Marcello per il quale “nonostante gli interventi normativi adottati a livello nazionale, che hanno introdotto limiti più stringenti e rafforzato il sistema dei controlli, permane la necessità di un’azione concreta, coordinata e capillare a livello territoriale. Uno studio ha rilevato che il 40% di nati da donne esposte a tale sostanza poteva sviluppare problemi di asma. Esistono numerose pubblicazioni, non con dati molto precisi e categorici, ma l’attenzione è alta”.
Dopo un confronto tra le forze politiche è arrivato il voto dell’Assemblea: approvazione della risoluzione della maggioranza e di una parte di quella di FdI che ne conteneva gli stessi impegni.
Per Francesco Sassone (FdI): “Il tema PFAS è sicuramente delicato e non può essere affrontato con genericità o ideologia. Ci sono altre categorie, oltre ai vigili del fuoco, a rischio. Nella risoluzione presentata da Casadei sembra si faccia tutela di una sola professionalità e non delle altre, per questo noi chiediamo un ampliamento. Stiamo parlando di salute pubblica prevenzione e protezione della persona, pensiamo alle donne in gravidanza. Il Governo Meloni ha introdotto limiti più severi rispetto a quelli europei e rafforzato il sistema di controllo. Quello che chiediamo è che al lavoro del Governo si affianchi quello della Regione”.
Francesca Lucchi (Pd) ha sottolineato che “quando si parla di salute dobbiamo fare squadra: sulla salute non si scherza mai. Ringrazio tutti per avere sottoposto queste due risoluzioni e credo che dobbiamo continuare sempre di più a lavorare in questa direzione”.
La risoluzione della maggioranza, oltre che dal primo firmatario Casadei, è stata sottoscritta anche da Vincenzo Paldino (Civici), Paolo Burani (Avs), Andrea Massari (Pd), Maria Costi (Pd), Alice Parma (Pd), Fabrizio Castellari (Pd), Gian Carlo Muzzarelli (Pd), Matteo Daffadà (Pd), Eleonora Proni (Pd) e Luca Sabattini (Pd), Niccolò Bosi (Pd), Barbara Lori (Pd), Daniele Valbonesi (Pd).
(Giorgia Tisselli)



