Potenziare le attività di prevenzione, cura e presa in carico delle infezioni da Hiv, da Hcv (Epatite C) e dalle altre infezioni sessualmente trasmissibili.
La richiesta arriva dall’Assemblea legislativa che ha approvato due risoluzioni sul tema: una a prima firma Lorenzo Casadei (M5 Stelle) e sottoscritta anche da Pd, Avs e Civici, approvata a maggioranza, la seconda a firma di Nicola Marcello (FdI) votata all’unanimità.
Casadei sollecita la giunta regionale “ad adottare azioni mirate, come campagne informative per i cittadini, al fine di contrastare le forme di discriminazione collegate a hiv e hcv, in primis a tutela delle persone appartenenti ai gruppi più vulnerabili, come la comunità LGBTQIA+”. “La Regione Emilia-Romagna – spiega Casadei – ha già introdotto strategie significative per la lotta contro Hiv e Hcv, ma l’evoluzione del quadro epidemiologico e le nuove opportunità terapeutiche richiedono un rafforzamento delle azioni”. Prosegue, nello specifico, sulla gestione in regione delle persone con hiv: “Nel 2023 in Emilia-Romagna sono state registrate 220 nuove diagnosi di infezione da hiv, con un’incidenza pari a 4,9 casi ogni 100mila abitanti, collocando la regione fra quelle con i dati più preoccupanti. Si rileva, poi, un peggioramento rispetto alla tempestività delle diagnosi”. La maggioranza ha approvato anche alcuni emendamenti a firma dello stesso Casadei, di Giovanni Gordini (Civici) e Simona Lembi (Pd) per l’aggiornamento dei criteri di erogazione delle risorse nazionali rivolte ai farmaci per la prevenzione.
Sempre sullo stesso tema è stata presentata e approvata anche una risoluzione di Marcello (FdI) che chiede di prevedere un piano regionale su Hiv e in generale sulle malattie sessualmente trasmissibili, in particolare “per rendere – rimarca il consigliere in aula – realmente accessibile la profilassi pre esposizione in tutte le province, valorizzando i percorsi già attivi e garantendo equità territoriale”. Prosegue Marcello: “Il governo nazionale ha fatto importanti investimenti in questo ambito. In regione serve aggiornare la pianificazione tenendo conto delle disposizioni contenute nel piano nazionale”. Collegati alla risoluzione di FdI sono stati approvati alcuni emendamenti di Gordini per precisare che la Regione Emilia-Romagna dispone già di strumenti e percorsi attivi su queste tematiche, a partire dal piano regionale della prevenzione.
“I dati registrano un incremento significativo delle infezioni sessualmente trasmissibili, in particolare fra i giovani. Si utilizzano sempre meno precauzioni (a partire dal profilattico), occorre prevenire, serve rafforzare l’educazione sessuale e l’obiettivo è proteggere la salute delle persone. Dobbiamo dare più importanza al test, contestualmente bisogna combattere lo stigma che colpisce le persone con malattie sessualmente trasmissibili”, evidenzia Gian Carlo Muzzarelli (Pd).
Sulla stessa linea Giovanni Gordini (Civici): “L’informazione deve arrivare ai giovani, il tema dello stigma è importante, in quanto è pesantissimo per chi lo subisce”.
Interviene Niccolò Bosi (Pd): “Utili sono le azioni attivate per tutelare la popolazione, uno dei temi centrali è quello della comunicazione, anche sui servizi nei territori. Serve poi far entrare nelle scuole l’informazione. Lo stigma sulle persone affette da hiv deve essere superato e serve anche fare prevenzione sul tema delle precauzioni. Infine, è necessaria una campagna collegata ai test”.
“C’è convergenza con la maggioranza su questo tema, a partire dall’aspetto della prevenzione. Per questo il nostro sistema sanitario deve essere sempre più integrato per arrivare alla popolazione. Inoltre, la prevenzione si deve fare anche fuori dai luoghi sanitari”, rimarca Luca Pestelli (Fratelli d’Italia).
“E’ importante – sottolinea Paolo Trande (Avs) – parlare di questo tema. Malattie virali, come l’Aids, oggi possono essere cronicizzate. Il quadro è cambiato, rimane comunque la necessità di provare a fare prevenzione nella forma più efficace possibile, a partire dalle scuole, in quanto ogni anno circa 2.500 ricevono una diagnosi di sieropositività”.
La risoluzione a firma Casadei è stata sottoscritta anche da Simona Lembi, Raffaele Donini, Niccolò Bosi, Elena Carletti, Paolo Calvano, Eleonora Proni, Alice Parma, Lodovico Albasi, Luca Sabattini, Fabrizio Castellari, Maria Costi, Andrea Massari del Pd, Giovanni Gordini dei Civici con de Pascale e Paolo Trande di Alleanza Verdi Sinistra.
(Cristian Casali)



