L’Emilia-Romagna sosterrà economicamente chi si reca fuori regione per un trapianto. L’Assemblea legislativa ha approvato il progetto di legge di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle a prima firma di Eleonora Proni (Pd) che prevede rimborsi per le spese di viaggio, vitto e alloggio di chi si reca fuori regione per sottoporsi a un trapianto e di un eventuale suo accompagnatore. A favore hanno votato i rappresentanti della maggioranza e di Rete civica, astenuti quelli di FdI e Lega.
Sempre con i voti del centrosinistra e di Rete civica è stato approvato un ordine del giorno sottoscritto da Marco Mastacchi (Rete civica) e Proni che impegna la giunta a prevedere procedure burocratiche snelle per l’applicazione della legge, ad applicare il provvedimento in maniera omogenee su tutto il territorio regionale e a prevedere campagna informative sulla nuova legge e le sue modalità di applicazione.
La discussione sul progetto di legge è iniziata durante la seduta dell’Assemblea di ieri quando, nel presentare il progetto di legge, Proni ha sottolineato come tratti di un provvedimento che si inserisce in un quadro da cui emerge come il trapianto di organi sia oggi una terapia consolidata ed efficace. L’Italia è tra i Paesi più avanzati in Europa per questa terapia, tanto che nel solo 2024 il nostro Paese ha raggiunto la cifra dei 4.276 trapianti. L’Emilia-Romagna, prima Regione a dotarsi già nel 1995 di una legge organica sul sistema trapiantologico, ha costruito una rete di eccellenza organizzata secondo il modello Hub & Spoke, con 23 sedi donative e tre centri di altissima specializzazione a Parma, Modena e Bologna, tanto che nel 2024 sono stati effettuati 498 trapianti sul territorio regionale, mentre 68 cittadini residenti hanno trovato risposta in strutture extraregionali.
Nel corso del dibattito il centrosinistra ha promosso il provvedimento sottolineando come rientri all’interno del concetto di sanità pubblica universalistica che la Regione Emilia-Romagna vuole promuovere e difendere, mentre il centrodestra ha sostenuto che la legge va nella giusta direzione, ma va migliorata e per questo sono stati presentanti due emendamenti: l’uno perché l’accompagnatore di chi si reca a sottoporsi a un trapianto possa essere anche scelto tra gli appartenenti a organizzazioni del terzo settore, l’altro per prevedere rimborsi anche a chi si reca all’estero per trapianti.
I dibattito
Per Paolo Trande (Avs) “questo progetto di legge risponde pienamente alla necessità di provare a dare certezze e diritti in un campo in cui spesso abbiamo registrato dei problemi: è un progetto di legge di grande umanità che afferma un principio di equità di accesso alla cure. Senza gli interventi previsti da questo progetto di legge c’è il rischio che alcuni trapianti non si possano fare visto che spostarsi fuori regione ha costi importanti per le famiglie: questa legge si inserisce a pieno nello spirito della legge del 1978 che ha introdotto il Servizio sanitario nazionale”.
Alberto Ferrero (FdI) ricorda come “il contenuto di questo progetto di legge è condivisibile e non a caso nasce da una nostra risoluzione, ma si poteva migliorare perché restano dei problemi da risolvere. Per questo avevamo presentato due emendamenti che però non sono stati approvati per una precisa scelta della maggioranza. Ci spiace molto perché il testo sarebbe stato migliore: bisogna saper capire come cambia la società su questi temi e agire di conseguenza. Spiace molto per come la maggioranza di centrosinistra abbia deciso di gestire politicamente l’approvazione di questa legge”.
Giovanni Gordini (Civici) sottolinea come “con questo progetto di legge diamo risposta al diritto alla salute. Abbiamo ben tenuto presente i cambiamenti nella società per arrivare ad approvare un progetto di legge che vada a dare un contributo concreto non solo a chi deve sottoporsi a un trapianto fuori regione, ma anche a chi lo accompagna: è con scelte come queste che teniamo aggiornate le nostre politiche pubbliche”.
Paolo Calvano (Pd) ricorda come “votiamo convintamente questo progetto di legge perché parte da un’esigenza del territorio e mette a valore ancora di più il ruolo della sanità pubblica, ne migliora le condizioni d’accesso: anche se in Emilia-Romagna abbiamo strutture di eccellenza sui trapianti vogliamo tutelare anche chi si rivolge a centri di altre regioni, siamo a fianco delle persone. La risoluzione da cui è nata questa legge è stata votata anche da noi: abbiamo sempre voluto il dialogo con l’opposizione tanto che su un ordine del voto ci sarà un voto comune. Alcune delle proposte della minoranza sono già presenti nel progetto di legge, altre non sono accoglibili per motivi tecnici”.
(Cristian Casali e Luca Molinari)



