Sanità e welfare

FdI: “Decesso di un cittadino di Fanano, verificare il rispetto dei protocolli operativi nei CAU”

“Indagini interne hanno confermato il corretto funzionamento della rete”, risponde Massimo Fabi

Verificare il rispetto dei protocolli operativi nei CAU. Ferdinando Pulitanò (FdI), primo firmatario, e Annalisa Arletti (FdI), in un’interrogazione a risposta orale in Commissione Politiche per la salute, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, chiedono alla Regione se siano state attivate indagini interne o audit clinici da parte dell’AUSL di Modena per verificare il rispetto dei protocolli operativi previsti per la rete dei CAU, con particolare riguardo a un decesso verificatosi recentemente presso l’Ospedale di Pavullo dopo un accesso effettuato al CAU di Fanano, in provincia di Modena.

“Il ruolo dei CAU è quello di gestire problematiche di salute urgenti ma non gravi, codici bianchi e verdi. La corretta valutazione clinica (triage) e la tempestività nel riconoscere sintomi, che richiedono invece l’intervento del 118 o del Pronto Soccorso ospedaliero, sono elementi critici per la sicurezza del paziente, specialmente in zone montane o periferiche dove i tempi di trasporto sono prolungati”, sottolineano i consiglieri.

In merito al recente decesso, “l’AUSL di Modena ha dichiarato che l’intervento è stato corretto e che i protocolli di emergenza sono stati attivati tempestivamente non appena la situazione è degenerata. Tuttavia, – i consiglieri sottolineano che – il caso ha sollevato forti preoccupazioni nella comunità locale e tra i rappresentanti istituzionali del territorio montano, in particolare riguardo alla capacità dei CAU di intercettare tempestivamente sintomi premonitori di eventi cardiaci maggiori che richiederebbero, sin dal primo istante, un setting da Pronto Soccorso o la presenza di un medico del 118”.

Pertanto, gli esponenti di Fratelli d’Italia chiedono alla Giunta di potenziare i criteri di triage nei CAU situati in zone montane o distanti dai presidi ospedalieri, “garantendo una presenza medica con competenze specifiche in emergenza-urgenza, per evitare che punti di primo accesso diventino colli di bottiglia in casi di patologie tempo dipendenti” e di “procedere a una revisione dei percorsi di trasferimento d’urgenza”.

“Un evento drammatico, cordoglio mio e dell’azienda sanitaria, – risponde l’assessore alle Politiche per la Salute, Massimo Fabi, – Sono state subito avviate indagini interne che hanno confermato il corretto funzionamento della rete e del protocollo. Dal dicembre scorso, il Progetto Salute della montagna ha tra i punti centrali il consolidamento della rete di emergenza, il primo elemento è la copertura h24 dei mezzi di soccorso avanzato con integrazione delle diverse figure professionali, aumentandone l’offerta. Inoltre, un utilizzo dell’elisoccorso più ampio dell’esistente grazie al potenziamento dei mezzi tecnologici. Rimane costante la verifica della risposta della rete territoriale”.

Pulitanò si ritiene parzialmente soddisfatto: “la maggior parte di queste decisioni sono vissute dai sindaci come calate dall’alto. Molto bene l’integrazione dei sistemi regionali soprattutto nei territori di confine”.

(Giorgia Tisselli)

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