Sanità e welfare

SANITA’ MODENA. FOTI (FDI-AN) INTERROGA LA GIUNTA SU “RAPPORTI CONSIGLIERE COMUNALE CON CENCETTI”

Inchiesta su corruzione al Policlinico, il consigliere chiede quale giudizio esprima l’esecutivo regionale sulla vicenda e se intenda assumere iniziative specifiche

“Dall’inchiesta ‘Last business’ in corso a Modena, su atti di corruzione che si sarebbero consumati al Policlinico universitario, emerge un quadro inquietante e imbarazzante sui rapporti intercorrenti tra una pluralità di imprese e il direttore generale nominato dalla Regione Emilia-Romagna alla guida dello stesso Policlinico (all’epoca dei fatti Stefano Cencetti, ndr)”.

Lo scrive Tommaso Foti (Fdi-An) in un’interrogazione rivolta alla Giunta regionale dove riferisce che “la Regione, sebbene si dissoci dai fatti in contestazione con proclami altisonanti e annunci di volersi costituire parte civile, non appare però così estranea al ‘sistema’ delineato nelle carte dell’inchiesta”.

I rilievi di Foti proseguono con l’indicazione di un “consigliere comunale di Modena, M.B.,” che, “stando alle risultanze dell’inchiesta ‘Last business’, mostra una preoccupante contiguità con le attività del direttore generale del Policlinico”.

“Attraverso successivi rinnovi,- segnala il consigliere- M.B. risulta essere stato dipendente ‘a contratto’ del Policlinico modenese ininterrottamente dal 2001 al 2013. Tra i rinnovi contrattuali, rientra quello deciso dal direttore generale, con decorrenza dall’1 maggio 2008, riguardante lo ‘Sviluppo dei sistemi informatici aziendali’. In questa veste- aggiunge- M.B. era stato individuato dal direttore generale ‘….quale referente,…. del progetto regionale ‘Sale Operatorie Sicure’ (‘S.O.S. net’), nonché componente del gruppo di lavoro del progetto ‘penna digitale’ o ‘SafeKey’.…, nonché componente del gruppo di lavoro per il progetto degli armadi robotizzati ‘speedup’, certificando l’esclusività tecnica del prodotto’ in favore di una ditta”.

A questo proposito, Foti specifica che “l’acquisto degli armadi robotizzati ‘speedup’ implicava lo sviluppo di un software di interfaccia tra quello del Policlinico e gli armadi” che sarebbe stato affidato a un’azienda modenese, “non si comprende sulla base di quali motivazioni”, per la quale, a parere dell’esponente di Fdi-An, M.B. avrebbe lavorato dopo il 2013, terminato il contratto con il Policlinico.

Foti rileva inoltre che “sempre negli atti d’indagine” emerge che “…nei mesi precedenti alla gara vinta dalla ditta fornitrice degli armadi robotizzati”, M.B avrebbe “ricevuto 500 euro” come “relatore al seminario di primavera” organizzato dal centro studi del direttore del Policlinico nello “spazio sponsorizzato dalla ditta fornitrice degli armadi robotizzati”.  

Il consigliere chiede quindi alla Giunta sulla base di quali competenze e per quali ragioni M.B. sia stato chiamato a partecipare alla commissione di esperti che diede parere favorevole all’acquisto delle citate attrezzature medico-informatiche, se risulti accertato che M.B. sarebbe dipendente dell’azienda modenese che avrebbe sviluppato il software di interfaccia, in caso di risposta affermativa, da quale data e con quale mansione, e se risulti all’esecutivo regionale che siano state sollevate questioni all’interno del consiglio comunale di Modena sulla vicenda che, in particolare, coinvolge M.B..

Foti vuole infine sapere quale giudizio esprima la Giunta sulla vicenda e se intenda assumere iniziative specifiche al riguardo.

(Tutti gli atti consiliari – dalle interrogazioni alle risoluzioni, ai progetti di legge – sono disponibili on line sul sito dell’Assemblea legislativa al link: http://www.assemblea.emr.it/attivita-legislativa)

(Antonella Celletti)

 

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