Sanità e welfare

SANITÀ MODENA. GESTIONE UNICA OSPEDALE DI BAGGIOVARA E AZIENDA OSPEDALIERO-UNIVERSITARIA: ARRIVA IL SÌ DELLA COMMISSIONE

“Un progetto sperimentale di tre anni, 2016-2018, per l’integrazione tra i due presidi”

Parere positivo della commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Paolo Zoffoli, alla sperimentazione per la gestione unica tra l’Ausl di Modena ‘Nuovo ospedale civile Sant’Agostino estense’ di Baggiovara e l’Azienda ospedaliero-universitaria di Modena. Sì del Pd, astenuti Ln, M5s e Fdi-An.

“Un progetto sperimentale- ha specificato l’assessore alle Politiche per la salute Sergio Venturi in commissione- di tre anni, 2016-2018, per l’integrazione tra i due presidi. Con questo processo vogliamo, prima di tutto, migliorare la qualità degli interventi sanitari, identificare punti di riferimento unici per gli utenti e conseguire risparmi di sistema che consentono di reinvestire le nuove risorse all’interno della comunità modenese”.

Enrico Campedelli (Pd) ha parlato di “un passaggio importante, di cui si discute da anni, con premesse buone anche se ci sarà molto da lavorare”. Per Luciana Serri (Pd) “con il compimento di questo processo si potrà programmare un utilizzo migliore delle risorse a disposizione ed erogare servizi di maggiore qualità”. Giuseppe Boschini (Pd) si è invece dichiarato “sorpreso dalle affermazioni, formulate mezzo stampa, della consigliera Gibertoni, la quale ha parlato, relativamente alla fusione, di ‘giochino delle tre carte’ e di ‘un taglio di 70 posti letto’”. Vorrei sapere, ha aggiunto, “dove ha letto nel documento di questi tagli e perché parla di giochino delle tre carte, stiamo parlando di un percorso trasparente e condiviso”. La sanità, ha concluso “evolve insieme alle esigenze della popolazione”.

Tommaso Foti (Fdi-An) ha proposto di “arrivare al compimento della sperimentazione prima di prevedere passaggi definitivi dei beni immobili” e di “consultare i titolari dei contratti prima del subentro”.

Infine, è intervenuta Giulia Gibertoni (M5s): “Non siamo pregiudizialmente contrari al provvedimento, manca però un’analisi preliminare, manca un piano industriale, abbiamo capito che da questa sperimentazione non si torna indietro, è una vera e propria fusione”. “Ogni ingigantimento organizzativo- ha aggiunto- presenta criticità, occorre, prima di tutto, chiedersi quali sono i bisogni dei cittadini. La fusione dovrebbe essere la tappa finale del processo di aggregazione, non l’inizio”.  Diciamo sì, ha concluso, “a una maggiore sinergia, ma mantenendo l’autonomia di entrambe le strutture”.

(Cristian Casali)

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