La Regione Emilia-Romagna avvii un confronto con l’Asl Modena per adeguare il servizio sanitario nel carcere di Castelfranco Emilia (Modena), garantendo la presenza continuativa di personale medico e infermieristico per fronteggiare le emergenze sanitarie. La richiesta arriva da Ferdinando Pulitanò (Fratelli d’Italia) con una risoluzione che sollecita l’attivazione di un presidio sanitario h24 e invita inoltre a valutare, in alternativa, la convenzione con strutture sanitarie locali o l’impiego di personale sanitario aggiuntivo per coprire le ore notturne, al fine di assicurare una copertura sanitaria continuativa nella struttura.
“Da diversi anni -ha ricordato il consigliere- la struttura di Castelfranco Emilia ha la doppia valenza di casa di reclusione (con detenuti in regime di custodia attenuata) e di casa di lavoro per internati. Attualmente, l’assistenza sanitaria è garantita solo fino alle 20, nonostante la struttura ospiti una popolazione detenuta che include non solo detenuti e internati, ma anche soggetti affetti da patologie psichiatriche rilevanti. La limitazione dell’orario del presidio sanitario, unita all’esiguità̀ del personale disponibile, rappresenta una condizione di estremo disagio”.
“Alla sanità penitenziaria in Emilia-Romagna -ha aggiunto Pulitanò- sono destinati 16,9 milioni di euro, con ulteriori 510 mila euro dal Fondo sanitario nazionale per il personale negli Istituti penitenziari. L’Ausl di Modena, a cui fa capo la Casa di reclusione di Castelfranco Emilia, riceve 2,6 milioni di euro, con un ulteriore stanziamento di 86.666 euro per il personale. L’assessore alla Sanità ha dichiarato che queste risorse sono destinate a garantire assistenza efficace e continuità̀ di cura, con particolare attenzione alla salute mentale e alle dipendenze. Tuttavia, nella realtà specifica di Castelfranco Emilia, tali obiettivi risultano disattesi”.
Da qui la risoluzione per chiedere di adeguare la situazione garantendo personale sanitario.
(Lucia Paci)



