Sanità e welfare

Ausl Modena, Vignali (FI): “Servizio di telemedicina insufficiente, la Regione intervenga”

“I dati relativi al triennio 2022-2024 sulle prestazioni di telemedicina evidenziano per l’Ausl di Modena livelli di attività significativamente inferiori rispetto ad altre aziende sanitarie”

“Quali le motivazioni che hanno determinato livelli così ridotti di erogazione dei servizi di telemedicina da parte dell’Ausl di Modena rispetto ad altre aziende sanitarie territoriali della regione?”.

È Pietro Vignali (Forza Italia), con un’’interrogazione, a chiedere alla giunta regionale di intervenire per diffondere il telecontrollo clinico e le televisite anche nel modenese.

“I dati relativi al triennio 2022-2024 sulle prestazioni di telemedicina evidenziano per l’Ausl di Modena livelli di attività significativamente inferiori rispetto ad altre aziende sanitarie: per il telecontrollo medico ospedaliero risultano zero prestazioni erogate nell’intero triennio, per quanto riguarda il telecontrollo territoriale, le prestazioni risultano estremamente limitate e in progressiva riduzione (da 77 nel primo semestre 2023 a 45 nel secondo semestre 2024), anche per le televisite le prestazioni risultano scarse (67 nel primo semestre 2024 e 64 nel secondo semestre 2024)”. Sottolinea: “In aziende come quelle di Bologna e Reggio Emilia, ad esempio, si registrano numeri su questi servizi, nello stesso periodo, nell’ordine di diverse migliaia”. Aggiunge: “Pur considerando che i dati non includono le prestazioni erogate dall’Azienda ospedaliera-universitaria di Modena e che i numeri relativi all’anno 2025 potrebbero registrare un miglioramento, la situazione descritta fa emergere dubbi sull’efficienza complessiva del sistema sanitario modenese”.

“La telemedicina – si legge nel testo dell’interrogazione – rappresenta uno degli ambiti strategici di sviluppo dei servizi sanitari, in coerenza con gli indirizzi nazionali e regionali, con l’obiettivo di migliorare l’accessibilità all’assistenza, potenziare la continuità delle cure, ridurre gli accessi alle strutture ospedaliere e contribuire allo smaltimento delle liste d’attesa”.

(Cristian Casali)

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