Sanità e welfare

Nuovi Irccs: ok al Sant’Orsola di Bologna, tre prescrizioni per il Maria Cecilia di Cotignola

Gruppi politici favorevoli, in Assemblea, al progetto bolognese, divisioni invece sul polo ravennate. Il privato passa col sì del Pd e Calvano detta le condizioni: “La clinica dettagli ambito ricerca, trasferimento di conoscenze e ampli numero ricercatori”

Paolo Calvano (Pd)

Parere positivo dell’Assemblea legislativa all’avvio del percorso di riconoscimento in Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) per il polo dei trattamenti medico-chirurgici e tecniche interventiste multispecialistiche di alta complessità del policlinico Sant’Orsola-Malpighi di Bologna e per l’ospedale privato ravennate Santa Maria Cecilia di Cotignola relativamente alle discipline cardiovascolari. L’Irccs ha funzioni di alta qualificazione sulle attività assistenziali di ricerca e di formazione, partecipando al sistema della ricerca nazionale e internazionale.

Gruppi politici favorevoli, in Assemblea, al progetto bolognese, divisioni invece su Cotignola. Paolo Calvano del Partito democratico ha evidenziato che “l’Assemblea ha il compito di verificare la coerenza dei due progetti con la programmazione regionale, sarà invece il ministero a valutare la rispondenza dei requisiti delle due strutture, dopo il parere dell’esecutivo regionale”. Il consigliere ha sollecitato il governo regionale, relativamente al progetto ravennate, a richiedere a Cotignola “di dettagliare l’ambito nel quale viene concentrata l’attività di ricerca, di individuare gli effetti della ricerca in termini di trasferimento di conoscenze e di stabilizzare e ampliare l’organigramma dei ricercatori”.

Sulla stessa linea Paolo Zoffoli (Pd), che ha spiegato che “per andare avanti il progetto di Cotignola deve essere collegato alla programmazione regionale e a quella dell’Ausl Romagna, deve sostenere l’impiego di figure professionali adeguate che favoriscano, relativamente alla ricerca, una ricaduta positiva per l’intero sistema sanitario regionale e non deve sottrarre risorse al pubblico”. In Emilia-Romagna, ha concluso “arriveranno più fondi per la ricerca”.

Per Stefano Caliandro (Pd) “anche i privati possono fare buona ricerca, di qualità, nell’interesse del pubblico, non abbiamo pregiudizi”.

Di parere opposto Andrea Bertani del Movimento 5 stelle. Per il consigliere “l’apertura ai privati arriva senza una discussione approfondita”. Sul progetto di Cotignola ha quindi chiesto il parere della conferenza territoriale sociale e sanitaria, per poi ritornare in Assemblea per un nuovo voto. Finanziare i privati, ha concluso, “significa indebolire il pubblico”.

Igor Taruffi (Si) e Silvia Piccinini (M5s)

Anche per Silvia Piccinini (M5s) “la proposta di Cotignola presenta delle criticità”. Non vorremmo, ha rimarcato, “che il progetto ravennate causi rallentamenti all’iter del Sant’Orsola, che invece deve andare avanti spedito”.

Anche Igor Taruffi (Si) ha manifestato contrarietà al progetto ravennate, parlando di “differenze tra pubblico e privato”. L’Emilia-Romagna, ha concluso, “non deve diventare come la Lombardia, il sistema pubblico deve avere la priorità”. Dello stesso parere Silvia Prodi (Misto): “I fondi pubblici destinati alla ricerca devono andare al sistema pubblico”.

Daniele Marchetti (Lega nord) si è espresso positivamente sui “percorsi di integrazione tra pubblico e privato”. Guardiamo, ha concluso “all’utilità delle scelte, senza preclusioni verso il privato”. Per Giancarlo Tagliaferri (Fratelli d’Italia) “la programmazione sanitaria senza l’apporto di strutture private non è più possibile: utile andare in questa direzione”. Sulla stessa linea Andrea Galli di Forza Italia, “fuori tempo e ideologica la distinzione tra privato e pubblico”.

Il progetto bolognese ha ottenuto il sì dell’Assemblea con voto favorevole da Pd, M5s, Si, Silvia Prodi del Misto, astenuti Ln, Fi, Fdi e Misto-Mns. Mentre quello ravennate ha ottenuto il sì dal Pd. Contrari M5s, Si e Prodi, astenuti Ln, Fi, Fdi e Misto-Mns.

(Cristian Casali)

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