Sanità e welfare

Bocchi (FdI): “Risolvere i problemi strutturali del pronto soccorso dell’ospedale Maggiore”

Il consigliere chiede soluzioni per il sovraffollamento, la carenza di personale e lo stazionamento prolungato dei pazienti in barella

La giunta intervenga per risolvere i problemi di sovraffollamento, carenza di personale e stazionamento prolungato dei pazienti in barella al pronto soccorso dell’ospedale Maggiore di Parma e verifichi, in particolare, se la permanenza in barella sia riconducibile, in tutto o in parte, alla scelta di non effettuare ricoveri dopo le 20, chiarendo quali ulteriori fattori determinano il blocco dei
ricoveri. Priamo Bocchi (FdI) ha presentato un’interrogazione per sollecitare la Regione a rafforzare il pronto soccorso di Parma come hub dell’Emilia Ovest, riconoscendone il ruolo sovraprovinciale e la funzione essenziale nella gestione dei politraumi e delle emergenze complesse, anche a beneficio delle province di Reggio Emilia e Piacenza. Il consigliere chiede, inoltre, “di mettere in atto misure per sopperire alla cronica carenza di professionisti sanitari, evitando il ricorso strutturale al lavoro in aggiuntiva, alle cooperative e al personale a partita Iva, che comporta costi maggiori per il sistema pubblico e non sempre garantisce un’adeguata continuità e qualità assistenziale”.

“Nelle ore notturne – ha spiegato Bocchi – il pronto soccorso è coperto da due soli medici, mentre il Cau risulta spesso coperto da specializzandi o da medici privi di specializzazione in emergenza-urgenza. In tale contesto il personale è stato sottoposto a un carico di lavoro straordinario e molti pazienti, pur avendo già ricevuto indicazioni al ricovero, sono rimasti per giorni in pronto soccorso a causa della mancanza di posti letto nei reparti (fenomeno del boarding). La cronica carenza di personale costringe l’Azienda Usl a ricorrere sistematicamente al lavoro ‘in aggiuntiva’, all’utilizzo di personale a partita Iva o proveniente da cooperative, con un aggravio di costi per il servizio pubblico. La scelta di non effettuare ricoveri dopo le 20 è legata proprio alla carenza di personale medico nei reparti. Per alleggerire il pronto soccorso di Parma, la scelta di caricare maggiormente i presidi di Vaio e Borgotaro appare una soluzione parziale e non strutturale, che rischia si spostare il problema senza risolverne le cause profonde. Andrebbe valutata la possibilità di spostare qui i codici di minore gravità”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere “quante prestazioni di pronto soccorso sono state erogate nel 2025 a Vaio e quante a Parma”, “quali soluzioni intende adottare il nuovo direttore sanitario ad interim dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma, e quale visione strategica di medio-lungo periodo la Regione intende perseguire per affrontare in modo strutturale una criticità che ripresenta da anni, migliorando i tempi di stazionamento dei pazienti e le condizioni di lavoro del personale sanitario”.

(Lucia Paci)

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