La Regione verifichi il rapporto tra attività istituzionale e libera professione intramuraria (Alpi) dei medici in servizio all’Azienda ospedaliero-universitaria di Parma. Con un’interrogazione Priamo Bocchi (FdI) chiede di segnalare eventuali situazioni di squilibrio, in particolare nei casi caratterizzati da elevati volumi di prestazioni libero-professionali annue, e di appurare se esista una correlazione tra alti volumi di Alpi e l’andamento delle liste d’attesa nelle medesime discipline.
“Le informazioni esaminate – ha spiegato il consigliere- evidenziano una significativa variabilità nei volumi di attività libero-professionale tra le diverse discipline mediche. Nonostante nella maggior parte dei casi si registrino volumi compatibili con una funzione integrativa dell’attività istituzionale, in diverse situazioni si rilevano volumi particolarmente elevati di prestazioni libero-professionali (anche superiori alle mille annue), che potrebbero far emergere il rischio di uno squilibrio rispetto all’attività istituzionale, in particolare nelle discipline ad alta domanda. Per i dirigenti con incarichi di direzione o con responsabilità accademiche, il corretto bilanciamento risulta ancora più delicato, dovendo garantire anche funzioni di gestione, didattica e ricerca”.
“Eventuali squilibri a favore dell’attività libero-professionale – ha proseguito Bocchi – potrebbero incidere negativamente sui tempi di attesa delle prestazioni erogate in regime istituzionale. Se per le discipline caratterizzate da elevato ricorso alla libera professione (quali, ad esempio, oftalmologia o urologia), si dovessero registrare tempi di attesa eccessivi nel canale istituzionale, la normativa vigente e contrattuale impone all’Azienda sanitaria di intervenire, anche mediante la limitazione o sospensione dell’attività libero-professionale, per ristabilire l’equilibrio e garantire la priorità dell’attività istituzionale”.
Da qui l’atto ispettivo per sollecitare “controlli da parte della Regione affinché sia assicurare il rispetto del principio di prevalenza dell’attività istituzionale”.
(Lucia Paci)



