Le preoccupazioni economiche non devono sommarsi a quelle sanitarie: le Ausl rimborsino le spese sostenute per interventi di trapianto in centri ubicati in altre regioni italiane, prevedendo un sostegno economico che può giungere a coprire l’intera cifra spesa dal paziente e dal suo accompagnatore. Dopo il parere favorevole espresso a maggioranza dalla commissione Sanità presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, in Assemblea legislativa è partita la discussione sul progetto di legge di Pd, Avs, Civici e Movimento 5 Stelle a prima firma di Eleonora Proni (Pd).
Chi dall’Emilia-Romagna va in altre Regioni per un trapianto e si trova in condizioni economiche critiche deve avere diritto al imborso delle spese di viaggio, di vitto e di alloggio per sè e per un eventuale accompagnatore in occasione di esami preliminari, iscrizione in lista, interventi di trapianto o ritrapianto e controlli successivi. Il rimborso sarà a carico delle Ausl e per raggiungere questi obiettivi sono stanziati 400.000 euro per ciascuno degli esercizi di bilancio 2026, 2027 e 2028.
“Questa proposta di legge mette al centro un principio non negoziabile: nessuno deve essere costretto a rinunciare o a indebitarsi per accedere a una cura salvavita”, spiega la prima firmataria e relatrice Eleonora Proni (Pd) che ricorda come la proposta di legge si inserisce in un quadro che racconta come il trapianto di organi sia oggi una terapia consolidata ed efficace che vede l’Italia tra i Paesi più avanzati in Europa tanto che nel solo 2024 il nostro Paese ha raggiunto la cifra dei 4.276 trapianti. L’Emilia-Romagna, prima Regione a dotarsi già nel 1995 di una legge organica sul sistema trapiantologico, ha costruito una rete di eccellenza organizzata secondo il modello Hub & Spoke, con 23 sedi donative e tre centri di altissima specializzazione a Parma, Modena e Bologna, tanto che nel 2024 sono stati effettuati 498 trapianti sul territorio regionale, mentre 68 cittadini residenti hanno trovato risposta in strutture extraregionali.
“La nostra sanità è un’eccellenza riconosciuta, ma sappiamo che esistono situazioni in cui la risposta più appropriata, o più tempestiva, si trova fuori dai confini regionali. Le persone che dall’Emilia-Romagna si recano fuori regione per sottoporsi a un trapianto sono per fortuna poche perché il nostro sistema sanitario è di alto livello, ma vogliamo essere anche al loro fianco perché in quei momenti le persone e le famiglie vivono già una prova durissima. Non possiamo permettere che alle preoccupazioni cliniche si aggiunga l’angoscia per spese che possono raggiungere migliaia di euro”, spiega Proni che ricorda come “parliamo di spese reali e concrete: trasporti, settimane di permanenza lontano da casa, alloggi che devono rispettare specifiche condizioni sanitarie, talvolta sanificazioni obbligatorie. Sono costi che possono facilmente mettere in crisi un bilancio familiare, proprio mentre si affronta una battaglia per la vita. Questa legge afferma un principio di equità sostanziale: il diritto alla salute, sancito dall’articolo 32 della Costituzione, deve essere garantito in modo uniforme, senza discriminazioni legate al reddito o al luogo in cui si trova il centro più idoneo. La nostra è una scelta politica chiara: rafforzare il carattere universalistico del nostro servizio sanitario e tradurre in atti concreti la cultura della donazione e della solidarietà. Una comunità è davvero forte quando non lascia indietro nessuno, soprattutto nei momenti di maggiore fragilità”.
Nel corso del dibattito il centrosinistra ha promosso il provvedimento sottolineando come rientri all’interno del concetto di sanità pubblica universalistica che la Regione Emilia-Romagna vuole promuovere e difendere, mentre il centrodestra ha sostenuto che la legge va nella giusta direzione, ma va migliorata e per questo sono stati presentanti due emendamenti: l’uno perché l’accompagnatore di chi si reca a sottoporsi a un trapianto possa essere anche scelto tra gli appartenenti a organizzazioni del terzo settore, l’altro per prevedere rimborsi anche a chi si reca all’estero per trapianti.
Il dibattito
“Questo progetto di legge trae origine da una risoluzione di Fratelli d’Italia, ma nella proposta di legge ci sono delle lacune e per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti”, rimarca Alberto Ferrero (FdI).
Palma Costi (Pd), invece, sottolinea come “la salute si tutela costruendo reti di vicinanza per le persone, con questo provvedimento vogliamo rafforzare un’idea di sanità pubblica che accompagni i cittadini nei momenti più difficili della vita, il diritto alla salute è un pilastro fondamentale nel nostro sistema, con questa legge colmiamo un vuoto, costruiamo atti concreti per ridurre le diseguaglianze”.
Per Nicola Marcello (FdI) “l’Emilia-Romagna è un’eccellenza italiana nel campo dei trapianti: è utile però migliorare il testo di questa legge, per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti al provvedimento per dare risposte ai problemi di quei trapiantati che non hanno accompagnatori e a chi si reca per il trapianto in strutture sanitarie all’estero”.
Per Gian Carlo Muzzarelli (Pd) “questo progetto di legge ha l’obiettivo di colmare un vuoto normativo: l’Emilia-Romagna è un’eccellenza nel settore dei trapianti ed è più probabile che ci siano cittadini di altre regioni che vengono da noi visto che nella nostra regione sono oltre 500 i trapianti ogni anno, ma non per questo va trascurato chi deve operarsi fuori regione e per questo approviamo questo progetto di legge. Pensiamo che sostenere i nostri concittadini è un dovere”.
Per Marco Mastacchi (Rete civica) “l’obiettivo è quello di proteggere le persone più fragili, chiedo che questa legge sia accompagnata con atti attuativi chiari, a partire dalle modalità di rimborso. Anche io avevo presentato due risoluzioni su questo argomento”.
Luca Pestelli (FdI) ricorda che “questa legge va migliorata e per questo abbiamo presentato alcuni emendamenti, tra cui quello che sostenere anche chi va all’estero per un trapianto”.
(Cristian Casali e Luca Molinari)



