Sanità e welfare

Rimini, Marcello (FdI): “Garantire piena attuazione dei percorsi di cura per pazienti affetti da Pans/Pandas”

Il consigliere chiede di fare luce su un caso segnalato a Rimini e di chiarire la composizione dei team multidisciplinari operanti nei centri regionali specializzati nella malattia

La Regione garantisca la piena attuazione dei percorsi di cura, l’uniformità delle prestazioni e la tempestività degli interventi terapeutici per i pazienti affetti da Pans/Pandas (sindromi neuropsichiatriche a esordio acuto) e definisca un percorso diagnostico-terapeutico assistenziale (Pdta) regionale specifico, per superare le attuali disomogeneità organizzative. L’interrogazione, presentata da Nicola Marcello (Fratelli d’Italia), nasce per approfondire, in seguito a un caso segnalato a Rimini, la composizione dei team multidisciplinari operanti nei centri regionali Pans/Pandas e se siano presenti tutte le figure  specialistiche necessarie, compresa quella dell’immunologo clinico.

“La Regione Emilia-Romagna – ha ricordato il consigliere – ha individuato tre centri regionali di riferimento, con sede a Reggio Emilia, Bologna e Rimini, per la presa in carico dei pazienti. Tuttavia, persistono criticità: in particolare, nel territorio dell’Ausl Romagna e nella provincia di Rimini, si segnalano carenze organizzative e strutturali che incidono sulla capacità di garantire una presa in carico adeguata e tempestiva dei pazienti. È il caso di un giovane paziente seguito a Rimini per il quale, nonostante terapie immunomodulanti urgenti prescritte da mesi, non risultano ad oggi attivate nell’ambito del Servizio sanitario regionale causando un aggravamento del quadro clinico. Ciò evidenzia una contraddizione tra il riconoscimento formale della patologia da parte della Regione e la concreta erogazione delle cure previste dai Livelli essenziali di assistenza (Lea)”.

“Contestualmente – ha aggiunto Marcello – risultano segnalati: la mancanza, all’interno del team multidisciplinare del centro di riferimento di Rimini, di figure specialistiche fondamentali, in particolare dell’immunologo clinico; l’assenza di risposte formali alle richieste di chiarimento avanzate dalla famiglia; l’indicazione, da parte delle strutture regionali, di rivolgersi a presidi fuori regione, con conseguente aggravio per il paziente e per il sistema stesso”.

Con queste premesse Marcello chiede, nell’atto ispettivo, “perché non sia stata garantita l’attivazione delle cure nell’ambito del Servizio sanitario regionale e perché siano state indirizzate famiglie e pazienti verso strutture fuori regione, pur in presenza di centri formalmente individuati sul territorio regionale”. Marcello sollecita, infine, “verifiche interne sul rispetto degli obblighi di risposta e di conclusione dei procedimenti amministrativi nei confronti delle richieste avanzate dalle famiglie”.

(Lucia Paci)

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