Chiarire quali sono state e saranno le conseguenze delle indagini in corso contro i sei medici infettivologi dell’Unità Operativa Complessa di Malattie Infettive dell’Ospedale “Santa Maria delle Croci” di Ravenna, che “sarebbero indagati per ‘false certificazioni’ in ordine all’idoneità di persone migranti a essere tradotte nei Centro per il Rimpatrio (CPR)”.
A chiederlo, in un’interpellanza, è Paolo Trande (Avs) che dalla giunta vuole sapere “se il procedimento giudiziario di indagine nei confronti dei sei medici dipendenti del Sistema Sanitario Regionale, e la perquisizione della notte dell’11 e 12 febbraio, abbiano generato qualche ricaduta in termini di funzionalità e continuità delle attività istituzionali di cura e assistenza nell’ospedale romagnolo”.
Trande vuole inoltre sapere se la Regione “intenda effettuare una propria ispezione per la verifica delle ricadute del procedimento sui professionisti e della perquisizione sulle attività e sulla funzionalità del Reparto di Malattie Infettive dell’Ospedale di Ravenna, e, se alla luce di quanto avvenuto, l’esecutivo regionale intende mantenere o modificare il proprio rapporto di supporto alle autorità competenti per l’attività sanitaria di verifica preliminare delle condizioni di salute degli “stranieri” destinati ad essere trasferiti nei CPR”.
(Luca Molinari)
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16 Febbraio 2026



