Scuola giovani e cultura

SCUOLA. ASSEMBLEA ER: “PROMUOVERE PROGETTI CONTRO OGNI VIOLENZA DA DISCRIMINAZIONI DI GENERE”. RESPINTE RISOLUZIONI FI, FDI-AN E LN CONTRO “DIFFUSIONE TEORIA GENDER”

L’Aula approva il documento presentato da Pd e Sel con anche il sì del M5s. Mori (Pd) e Torri (Sel): “I progetti in materia di educazione all’affettività e alla sessualità scelti in autonomia dagli istituti”. Pompignoli (Ln) e Foti (Fdi-An): “Educazione alla vita sessuale compito delle famiglie”. Piccinini (M5s): “La teoria del gender non esiste”

“Promuovere, coordinare e vigilare percorsi e progetti educativi finalizzati al benessere dei ragazzi e delle ragazze in età scolare e dunque prevenire le patologie fisiche e psichiche e ogni forma di violenza derivante da discriminazioni di genere”. E nello specifico, “operare affinché tutti i progetti in materia di educazione all’affettività e alla sessualità, scelti in autonomia dagli istituti scolastici, siano supportati da adeguata formazione degli insegnanti e degli educatori, con il coinvolgimento dei genitori nel rispetto dei principi costituzionali di responsabilità educativa delle famiglie”. Così Roberta Mori (Pd), intervenuta ieri in Aula sul tema del contrasto alle discriminazioni di genere nelle scuole, presentando una risoluzione all’Assemblea legislativa: il documento, sottoscritto da numerosi consiglieri del Pd e di Sel (Mori prima firmataria), è stato approvato con il sì della maggioranza e del M5s, mentre Ln e Fdi-An hanno espresso voto contrario.

Tre, invece, le risoluzioni respinte, con voto contrario di Pd, Sel e M5s, favorevoli Ln e Fdi-An, abbinate al documento presentato dalla maggioranza, sul tema della diffusione nelle scuole della ‘teoria del gender’. I documenti, presentati rispettivamente, da Galeazzo Bignami (Fi), da Tommaso Foti (Fdi-An) e dal Gruppo Ln (primo firmatario Massimiliano Pompignoli), chiedevano l’intervento della Giunta al fine di “contrastare l’introduzione, nel rispetto del ruolo della famiglia come fonte primaria della formazione educativa dei figli, della cosiddetta ‘teoria gender’ in tutte le scuole di ogni ordine e grado”.

Per Foti (Fdi-An) “si vuole sottrarre alla famiglia l’educazione dei figli, criminalizzando chi si oppone al lavaggio del cervello dei ragazzi”, è necessario, ha aggiunto in Aula, “assumere iniziative affinché non sia introdotta la ‘teoria del gender’ nelle scuole e sia rispettato il ruolo della famiglia. La famiglia rappresenta infatti l’ambiente più idoneo dove assolvere l’obbligo di assicurare una graduale educazione della vita sessuale”. Il consigliere ha stigmatizzato anche il fatto che “errate convinzioni vorrebbero equiparare ogni forma di unione e di famiglia e giustificare e normalizzare qualsiasi comportamento sessuale”.

Nel sostenere che “la ‘teoria del gender’ non esiste”, Silvia Piccinini (M5s) ha rilevato che “nessuno vuole negare le differenze tra i sessi e nessuno vuole cancellare la famiglia”. Ha poi aggiunto che “è importante l’educazione al genere e l’educazione alle differenze: già da piccoli si deve contrastare la violenza di genere”.

Per Pompignoli (Ln) “dire che la ‘teoria del gender’ non esiste è un’utopia”, si deve “impedire qualsiasi operazione di natura scolastica finalizzata a un indottrinamento, verso gli adolescenti, funzionale all’imposizione della ‘teoria del gender’ e alla sollecitazione di pratiche sessuali”. Ogni istituto, ha aggiunto, “deve informare i genitori sui contenuti della programmazione didattica e sui progetti educativi attinenti la sfera affettivo-sessuale al fine di rispettare la dimensione etico educativa delle famiglie e il loro ruolo nell’educazione all’affettività e alla sessualità”. “La maggioranza- ha concluso- evidentemente ritiene che la ‘teoria del gender’ sia giusta”.

Infine, Yuri Torri (Sel) ha dichiarato che è opportuno “partire dalla società che si muove intorno a noi”, parlando di “superamento degli stereotipi, come appunto la stessa ‘teoria del gender’”. “Non è solo la famiglia ad avere un ruolo educativo- ha aggiunto-, occorre coerenza, nell’insegnare determinati valori, a tutti i livelli della società”. Infine, ha sottolineato l’importanza di “attivare, in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale, un monitoraggio sulle buone pratiche progettuali avviate sul territorio regionale, nonché sui fenomeni discriminatori e di bullismo”.

(cr)  

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