Scuola giovani e cultura

Avs-Pd: “Il governo chiarisca sull’applicazione o meno del periodo unico di valutazione”

Simona Larghetti (Avs) e Niccolò Bosi (Pd) segnalano che nelle scuole della regione c’è disomogeneità su questo aspetto della valutazione

Sollecitare al ministero dell’Istruzione chiarimenti sull’applicazione o meno del periodo unico di valutazione.

La richiesta arriva, con una risoluzione rivolta alla giunta regionale, da Simona Larghetti (Alleanza verdi sinistra) e Niccolò Bosi (Partito democratico).

“In una circolare del dicembre scorso – spiegano i due consiglieri – indirizzata ai dirigenti scolastici e ai coordinatori didattici delle scuole di ogni ordine e grado (statali e paritarie) dell’Emilia-Romagna, relativa agli aggiornamenti normativi in materia di valutazione e comportamento degli studenti, l’Ufficio scolastico regionale afferma che eventuali mancate suddivisioni dell’anno scolastico in periodi non sarebbero conformi al quadro normativo e regolamentare vigente’”.

“La valutazione unica – si legge nel testo della risoluzione – prende in considerazione tutti gli elementi registrati durante l’anno scolastico (da settembre a giugno), pur mantenendo un monitoraggio costante degli apprendimenti e una comunicazione a metà anno ai genitori per individuare e indicare eventuali carenze e strumenti di recupero”.

Larghetti e Bosi, nel rilevare che fra le scuole della regione c’è disomogeneità su questo aspetto della valutazione, rimarcano che “con l’introduzione del periodo unico di valutazione si era voluto superare l’anacronistica divisione dell’anno scolastico in due momenti (che risale al predigitale, ossia all’uso del registro cartaceo), evitando, prima di tutto, l’affastellamento e l’accumulo di verifiche per gli studenti, soprattutto nei mesi critici di dicembre e maggio”.

I due consiglieri, rilevando che la normativa sulla materia va nella direzione del periodo unico, sollecitano il governo a fornire chiarimenti su questo aspetto della valutazione scolastica.

(Cristian Casali)

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