Scuola giovani e cultura

FdI: “Non discriminare gli studenti che esprimono opinioni o segnalazioni in modo pacifico e democratico”

A chiederlo è una risoluzione a prima firma Marta Evangelisti e sottoscritta da tutte le consigliere e da tutti i consiglieri del gruppo di Fratelli d’Italia

Riaffermare il principio secondo cui la scuola deve essere luogo di istruzione e formazione critica e non di propaganda politica. Contrastare ogni forma di delegittimazione o intimidazione nei confronti degli studenti che esprimono opinioni o segnalazioni in modo pacifico e democratico.

A chiederlo è una risoluzione di Fratelli d’Italia a prima firma Marta Evangelisti e sottoscritta da tutte le consigliere e da tutti i consiglieri del gruppo.

“Negli ultimi mesi si è sviluppato un ampio dibattito pubblico in merito alla presenza di forme di propaganda politica durante l’orario di lezione e all’interno degli istituti scolastici: numerosi studenti in tutta Italia, hanno segnalato episodi percepiti come politicamente orientati o discriminatori nei confronti di opinioni non conformi a una determinata visione ideologica”, spiegano i consiglieri che ricordano come “queste segnalazioni, espresse anche attraverso strumenti di rilevazione anonima, non configurano atti di schedatura né producono effetti amministrativi o disciplinari, ma rappresentano l’espressione di un disagio reale vissuto da una parte del mondo studentesco che non sente più la scuola italiana un luogo di confronto, ma di indottrinamento ideologico”

Per FdI “la reazione di condanna generalizzata nei confronti di chi pone il tema della politicizzazione della scuola rischia di delegittimare la voce degli studenti e di comprimere il loro diritto a esprimere liberamente la propria esperienza del contesto scolastico: la libertà di insegnamento non può essere confusa con il diritto alla propaganda politica durante l’attività didattica, né può tradursi in valutazioni arbitrarie, discriminazioni o pressioni ideologiche nei confronti degli studenti. Una scuola autenticamente pluralista è quella in cui il confronto è garantito e nessuno studente teme conseguenze per le proprie idee”.

Da qui la risoluzione che impegna la giunta “a riaffermare, in tutte le sedi opportune, il principio secondo cui la scuola deve essere luogo di istruzione e formazione critica e non di propaganda politica e a promuovere, nel rispetto delle competenze statali, iniziative di sensibilizzazione sul corretto equilibrio tra libertà di insegnamento, pluralismo culturale e dovere di imparzialità dell’azione educativa”.

Fra le altre richieste verso l’amministrazione regionale c’è quello di “farsi portavoce presso l’ufficio Regionale Scolastico, il Governo e il Ministero dell’Istruzione e del Merito dell’esigenza di garantire strumenti chiari e trasparenti affinché studenti e famiglie possano segnalare eventuali criticità nel rispetto di tutte le parti coinvolte e di contrastare ogni forma di delegittimazione o intimidazione nei confronti degli studenti che esprimono opinioni o segnalazioni in modo pacifico e democratico tutelando il diritto di ogni studente a non subire discriminazioni, penalizzazioni o pressioni ideologiche all’interno del percorso scolastico”.

(Luca Molinari)

Scuola giovani e cultura