Scuola giovani e cultura

Larghetti (AVS): “No al dimensionamento scolastico voluto dal governo”

Con un’interpellanza la consigliera chiede la sospensione delle procedure di accorpamento delle scuole

No al dimensionamento scolastico: la Regione chieda al governo la sospensione delle procedure di accorpamento delle scuole. Valuti inoltre quale potrà essere la relazione che si stabilirà col commissario che si occuperà della riduzione delle autonomie.

A chiederlo, in un’interpellanza, è Simona Larghetti (Alleanza verdi sinistra) per la quale bisogna tutelare tutte le autonomie scolastiche esistenti, per difendere la ricchezza, la diversità e la forza democratica della scuola pubblica italiana.

“Annullare un’autonomia non è solo riorganizzare risorse finanziarie: equivale a spegnere una voce culturale e civile, ad allontanare le famiglie, gli studenti e il personale dalle sedi del dialogo e delle decisioni collettive. A venir meno sono la rappresentanza e la partecipazione di tutti i soggetti della comunità scolastica che, tra l’altro, nel consiglio d’istituto trovano riconoscimento non formale, ma sostanziale del proprio ruolo”, spiega Larghetti per la quale la Regione dovrebbe intervenire per regolare il dimensionamento della rete scolastica facendo valere le proprie competenze.

Ha risposto l’assessora alla Scuola Isabella Conti: “L’Emilia-Romagna ha il rapporto più alto tra numero di studenti e autonomie: 994 studenti per ogni autonomia. L’obiettivo di questo governo è ridurre questo rapporto applicando un coefficiente in base al quale la nostra Regione dovrebbe tagliare 17 autonomie. Questo creerebbe un danno immenso a una Regione virtuosa come la nostra e ci costringerebbe a intervenire sugli istituti superiori. In un momento in cui il governo parla di metal detector nelle scuola tagliare sull’offerta educativa è un controsenso. Diciamo no al dimensionamento e faremo il possibile affinché i nostri territori non debbano pagare il dimensionamento”.

La consigliera ha replicato: “La situazione è preoccupante: invece di creare strumenti di presidio pubblico per la crescita di ragazzi e ragazze si lascia spazio all’ideologia antidemocratica e non si fanno valere norme e principi elementari. Spero che la mobilitazione nel mondo della scuola dia un messaggio chiaro al governo. Non si può fare politica sul diritto alla scuola che dobbiamo sempre essere in grado di garantire”.

(Lucia Paci)

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