La richiesta del governo di rilevare gli studenti di origine palestinese è discriminatoria.
Simona Lembi (Pd), in un’interrogazione, chiede se la Regione ritenga che la richiesta del Ministero dell’Istruzione e del Merito, finalizzata alla rilevazione del numero di studentesse e studenti di origine, o provenienza, palestinese presenti nelle scuole italiane, sia coerente con i principi di inclusione e non discriminazione.
“Nei primi giorni di gennaio 2026, è stata data notizia, attraverso organi di stampa e comunicazioni pubbliche, di una richiesta del Ministero dell’Istruzione e del Merito rivolta alle istituzioni scolastiche finalizzata alla rilevazione del numero di studentesse e studenti di origine, o provenienza, palestinese presenti nelle scuole italiane – spiega Lembi. Diverse organizzazioni sindacali del comparto scuola, tra cui le principali sigle rappresentative, hanno espresso pubblicamente forti perplessità sull’iniziativa, evidenziando il rischio che una rilevazione riferita a una specifica origine nazionale possa essere percepita come una forma di schedatura o di trattamento differenziato. Il contesto internazionale e nazionale attuale – continua – è caratterizzato da un’elevata sensibilità e polarizzazione sul conflitto israelo-palestinese, con il rischio che iniziative istituzionali non adeguatamente motivate e comunicate possano generare fraintendimenti, tensioni o vissuti di stigmatizzazione”.
La consigliera sottolinea come dalla documentazione non risulti esplicitato lo scopo concreto della rilevazione richiesta alle istituzioni scolastiche, né siano indicate in modo puntuale le misure di supporto eventualmente collegate, né le specifiche garanzie relative alla protezione dei dati e alla non identificazione individuale delle bambine e dei bambini coinvolti.
“Viene, inoltre, contestata l’analogia con i monitoraggi effettuati per le studentesse e gli studenti ucraini a partire dal 2022, in quanto in quel caso le circolari ministeriali esplicitavano finalità, risorse dedicate e limiti del trattamento dei dati, mentre nella situazione attuale la richiesta sembrerebbe limitarsi all’individuazione numerica e territoriale”, evidenzia Lembi.
In base a quanto rilevato, l’esponente dem chiede all’esecutivo regionale se ritenga che tale rilevazione sia coerente con i principi di inclusione, non discriminazione e tutela dei minori che ispirano le politiche educative regionali. Inoltre, se intenda attivarsi “Presso il Ministero dell’Istruzione e del Merito e il Governo nazionale affinché siano resi espliciti, in modo trasparente, gli obiettivi concreti della rilevazione e le conseguenti misure previste”.
(Giorgia Tisselli)



