L’Emilia-Romagna è in ritardo nella diffusione del Liceo del Made in Italy rispetto ad altre Regioni: la Giunta motivi tale situazione e provveda ad ampliare in modo significativo questi percorsi formativi sul territorio anche utilizzando le risorse disponibili, in particolare quelle del Pnrr. È la richiesta di Nicola Marcello (FdI) che ha presentato un’interpellanza per sollecitare un confronto strutturato con il sistema produttivo regionale, le associazioni di categoria e gli istituti scolastici, al fine di costruire un’offerta formativa realmente coerente con le esigenze economiche del territorio.
“Il Liceo del Made in Italy – ha spiegato il consigliere – è un percorso formativo strategico, pensato per avvicinare i giovani al tessuto produttivo del Paese, ma nella nostra regione la sua presenza risulta ancora estremamente limitata e circoscritta a poche realtà, in evidente ritardo rispetto ad altri territori. L’Emilia-Romagna rappresenta uno dei principali sistemi produttivi europei, con eccellenze nei settori della meccanica, dell’agroalimentare, della moda e del turismo. Proprio per queste caratteristiche, la Regione dovrebbe essere tra le realtà guida nella promozione di percorsi formativi legati al Made in Italy”.
La risposta della Giunta è affidata alla sottosegretaria alla presidenza Manuela Rontini che ricorda come “i dati ufficiali del Ministero dell’istruzione del merito, relativi alle iscrizioni per l’anno scolastico 2026-2027, mostrano con chiarezza che il liceo del Made in Italy è, allo stato attuale, un indirizzo ancora molto limitato nella sua diffusione a livello nazionale. Parliamo infatti dello 0,14% degli iscritti complessivi all’interno di un sistema liceale che nel suo insieme raccoglie il 55,88% degli studenti. Se guardiamo all’Emilia-Romagna il quadro non evidenzia alcun ritardo: la quota degli iscritti al liceo del Made in Italy, infatti, è pari allo 0,18% quindi superiore, seppur di poco, alla media nazionale”. Rontini ricorda che “le azioni degli indirizzi liceali rientrano nelle competenze dello Stato e dell’Ufficio scolastico regionale, ma la Regione accompagna questo processo, ma non ne determina direttamente la diffusione. Va comunque evidenziato che anche sul nostro territorio l’offerta è in crescita”.
Parole alla luce delle quali Marcello ha replicato che “ho portato in Assemblea questo tema perché ritengo che la diffusione del liceo Made in Italy sia un volano importante, soprattutto in un territorio pieno di eccellenze come il nostro, dalle filiere agroalimentari alla motor valley. Deve, quindi, essere attivato in ogni provincia”.
(Giorgia Tisselli)



