Scuola giovani e cultura

Pd: “Tutelare il diritto allo studio e all’inclusione scolastica a Modena”

A chiederlo è una risoluzione a prima firma Maria Costi e sottoscritta anche da Ludovica Carla Ferrari, Gian Carlo Muzzarelli e Luca Sabattini

Tutelare il diritto allo studio e all’inclusione scolastica alla luce delle recenti decisioni del Governo in materia di insegnanti di sostegno.

A chiederlo è una risoluzione del Partito democratico a prima firma Maria Costi e sottoscritta anche da Ludovica Carla Ferrari, Gian Carlo Muzzarelli e Luca Sabattini, che, prendendo spunto da alcune segnalazioni riportate dalla stampa in vista del prossimo anno scolastico 2026-2027, chiede alla Regione di intervenire per garantire la qualità della scuola, con particolare attenzione a quanto sta avvenendo nella provincia di Modena.

Secondo i dati illustrati dall’Ufficio scolastico provinciale, si legge nell’atto ispettivo, sarebbero complessivamente 38 i docenti di ruolo destinati a perdere la titolarità della propria cattedra nell’istituto di appartenenza, con una concentrazione particolarmente rilevante nella scuola secondaria di secondo grado. In particolare, nelle scuole superiori si registrerebbero 27 esuberi, di cui 18 relativi a posti di sostegno, con possibili conseguenze sulla continuità didattica, sull’efficacia dei percorsi di inclusione scolastica e sul supporto agli studenti con disabilità.

“Tale situazione – spiegano i dem – sembrerebbe essere riconducibile a una pluralità di fattori, tra cui la revisione dei quadri orari degli istituti tecnici prevista a partire dal prossimo anno scolastico, i processi di dimensionamento e accorpamento scolastico, nonché l’attuazione di nuovi percorsi ordinamentali promossi dal ministero dell’Istruzione e del Merito, compresi il modello ‘4+2’ e il liceo del Made in Italy. Numerosi docenti interessati avrebbero ricevuto la comunicazione di perdita della cattedra in data 30 aprile, tramite posta elettronica e con tempi estremamente ridotti per la presentazione di eventuali domande di trasferimento, con conseguenti criticità organizzative, professionali e familiari”.

I consiglieri evidenziano come per la Flc-Cgil il solo calo demografico non apparirebbe sufficiente a giustificare una riduzione così significativa degli organici, anche alla luce della presenza di classi numerose e di situazioni in cui sarebbero presenti studenti con bisogni educativi complessi o con disabilità.

“La Regione, pur non esercitando competenze dirette in materia di determinazione degli organici scolastici statali, è chiamata a monitorare l’impatto territoriale delle scelte organizzative nazionali”, spiegano i dem ai quali appare, quindi, necessario un approfondimento istituzionale. Da qui la richiesta alla Giunta di avviare interlocuzioni con l’Ufficio scolastico regionale, con le rappresentanze sindacali e con gli enti locali interessati al fine di monitorare gli effetti della riduzione delle cattedre, con particolare riferimento ai posti di sostegno.

(Giorgia Tisselli)

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