Sanità e welfare

Emilia-Romagna e Unione europea unite per sostenere gli aiuti umanitari

Audizione in commissione Bilancio dei tecnici del settore. La posizione dei gruppi consigliari. La presidente Annalisa Arletti: “Un tema di grande rilevanza e attualità che affrontiamo ascoltando chi opera sul campo per comprendere le priorità e valutare l’efficacia degli strumenti a disposizione”

Dall’Ucraina alla Palestina, l’Emilia-Romagna ha aiutato e aiuta chi vive in territori martoriati dalla guerra. La conferma è arrivata oggi nel corso della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti riunita in occasione della Sessione europea 2026.

“Nelle zone di guerra i primi colpiti sono le persone più vulnerabili, cioè i bambini. Quasi metà dei progetti da realizzare avvengono in contesti di emergenza dove intervenire è complicato. Ricordo il progetto in emergenza in Ucraina, a Charkiv, in collaborazione con il comune di Bologna, che ha ottenuto anche 93mila euro di sostegno regionale. L’obiettivo è aumentare la resilienza delle popolazioni e della comunità: in dieci scuole ucraine sono state migliorate le condizioni dei rifugi antiatomici. Vorremmo sviluppare e rafforzare il dialogo con l’Ucraina e fare un salto di qualità con questi interventi”, spiega Pierpaolo Bravin intervenuto in commissione a nome di AVSI Fondazione, organizzazione della società civile che dal 1972 realizza progetti di sviluppo e di aiuto umanitario.

A confermare la collaborazione tra Regione e Unione europea sui temi dell’accoglienza e dell’aiuto nelle zone di guerra sono stati gli interventi di Luca Rizzo Nervo, delegato per la Cooperazione Internazionale del Gabinetto della giunta della Regione Emilia-Romagna, e Veronica Lenzi, dirigente regionale Area progettazione europea, cooperazione internazionale e gestione progetti strategici. In particolare Lenzi ha annunciato che è stato pubblicato il nuovo bando relativo alle emergenze in Ucraina e in Palestina, aperto fino al 10 aprile, a cui i vari soggetti di cooperazione internazionale potranno partecipare. Lenzi ha anche sottolineato come già durante le scorse estati in Emilia-Romagna sono stati accolti bambini ucraini grazie alla Regione.

A fare gli onori di casa è stata la presidente della commissione Annalisa Arletti che ha ricordato come “questa commissione sia dedicata agli aiuti umanitari nel quadro del Programma di lavoro della Commissione europea per il 2026. Siamo consci che parlarne oggi è fondamentale in un contesto internazionale in cui l’Unione Europea è chiamata a intervenire in questo scenario delicato. L’audizione si inserisce nell’ambito della Sessione europea e l’obiettivo è capire meglio le priorità e valutare l’efficacia degli strumenti su queste politiche, capire come rafforzare le azioni per affrontare le emergenze. Un tema di grande rilevanza e attualità che affrontiamo con ospiti di impegno trasversale”.

Marco Aviotti di DG Echo (Department European Civil Protection and Humanitarian Aid Operations), in collegamento da remoto, ha spiegato in che modo dal 1992 questa fondazione opera nell’ambito dell’assistenza e della protezione civile: “Nella nostra attività collaboriamo con Ong europee e altre organizzazioni internazionali. Nel 2026 abbiamo previsto l’allocazione iniziale di circa 2 miliardi di fondi e la maggior parte di questi riguarda l’Africa e il Medio Oriente. Dopo trent’anni di attività siamo attivi su 110 paesi nel mondo: finanziamo i nostri partner ma siamo anche presenti in 40 paesi con esperti che danno un’assistenza tecnica sul campo e definiscono le strategie anno per anno. Ad esempio, in Ucraina, che è uno dei programmi più grandi avviati, a livello di fondi abbiamo investito oltre 1 miliardo e mezzo di euro (sia per la parte umanitaria sia per i progetti di protezione civile). Qui nel 2026 sono previsti 220milioni che probabilmente aumenteranno”.

Alla luce degli interventi dei funzionari regionali e dei rappresentanti delle associazioni internazionali, le forze politiche hanno ascoltato con soddisfazione l’impegno regionale nell’ambito degli aiuti umanitari: il centrosinistra ha fiducia che a partire dai valori di solidarietà che fanno parte del dna emiliano-romagnolo ogni progetto sarà sostenuto e portato avanti con successo; il centrodestra, nell’apprezzare le attività, ha chiesto se sia possibile il reale monitoraggio e la realizzazione completa delle attività messe in campo.

Il dibattito 

Priamo Bocchi (FdI) ha ringraziato per “questo momento importante e interessante, soprattutto per la qualità dei contributi presentati. Ci tengo a sottolineare che tali attività quando si declinano in progetti più decentrati quelle linee guida e di monitoraggio risultano più difficili. Volevo sapere se c’è la possibilità di intervenire anche oltre ai 14 paesi già individuati dalle azioni presentate e capire come avviene l’individuazione dei partner nei progetti”.

Per Fausto Gianella (FdI) “è stato emozionante ascoltare le situazioni illustrate e le attività messe in campo. Ascoltando i numerosi conflitti in cui è stato necessario intervenire ci si rende conto del problema che abbiamo di fronte e che le nazioni affrontano in maniera diversa raccogliendo fondi da una parte e armandosi e attaccando dall’altra. Viviamo un momento drammatico e siamo chiamati a capire come rispondere alle richieste e aiutare. L’Italia e in particolare l’Emilia-Romagna, si è sempre distinta per un lavoro fondamentale negli aiuti umanitari entrando in punta di piedi nelle altre culture e lasciando sempre un segno positivo. Penso che la nostra regione sia stato il territorio migliore in cui accogliere i bambini ucraini e instillare in loro la speranza”.

Alessandro Aragona (FdI): “grazie per questo confronto che ha arricchito il lavoro di noi consiglieri. Un grande tema a cui occorre dare attenzione credo sia quello del monitoraggio: mi chiedo se in alcuni casi ci sia una discrasia tra le idee iniziali e l’attuazione reale dei progetti quando poi si passa attraverso maglie complicate dal punto i vista politico e istituzionale.  Mi chiedo come noi oggi possiamo tradurre e creare azioni concrete in ambito europeo per dare un messaggio forte affinché il momento della Sessione europea non sia solo un esercizio di stile. Vorrei fare in modo che dalle sedi dell’Emilia-Romagna, che si è sempre distinta in queste tematiche, arrivi una voce forte”.

Secondo Maria Costi (Pd) “si tratta di un tema attuale e importante e sono contenta che venga esaminato. Le vittime che in primis continuano a essere colpite sono i bambini e i giovani ed è un aspetto di cui occorre tenere conto. Negli anni accumulati del sistema di cooperazione l’Emilia-Romagna si è sempre distinta e ha fatto emergere la propria voce in maniera forte collaborando con gli enti del Terzo settore e le Ong e credo poi sia molto importante la relazione con il mondo dell’università”.

Fabrizio Castellari (Pd): “l’Emilia-Romagna sugli aiuti umanitari continuerà a portare un contributo alto e di livello perché ha sul tema della solidarietà oltre i confini un’esperienza e una storia che sono diventate parte della nostra cultura. La nostra regione ha nel suo dna da sempre un’attenzione particolare per gli aiuti umanitari, l’accoglienza, il sostegno alle fragilità anche lontane. Su questo si basano tutti i progetti di cooperazione internazionale che portiamo avanti”.

(Irene Gulminelli)

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