Sanità e welfare

Sessione europea: le priorità per la commissione Sanità

Approvata la bozza di parere sull’attuazione della Strategia europea contro la povertà e i diritti delle persone con disabilità

Strategie per raggiungere l’equità intergenerazionale, per contrastare la povertà e rafforzare i diritti delle persone con disabilità fino al 2030. Sono le priorità indicate dalla Commissione europea nel Programma di lavoro per il 2026 che la commissione Politiche per la salute e politiche sociali, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, ha ritenuto di particolare interesse per l’attività della Regione.

Entro il 2030, l’Unione europea ha affermato di voler ridurre il numero di persone a rischio di povertà o esclusione sociale di almeno 15 milioni rispetto al 2019, di cui almeno 5 milioni dovrebbero essere bambini, al fine di spezzare il circolo vizioso intergenerazionale della povertà. “Dobbiamo fare uno sforzo per stare un metro avanti ai cambiamenti della società, – commenta in apertura il presidente Muzzarelli – per questo abbiamo scelto di sostenere degli elementi centrali”.

Il tema della povertà non si lega solo alla necessità di rafforzare la coesione sociale, ma anche al contrasto dei costi che ne derivano. Il sostegno alle persone in povertà e gli effetti indiretti della stessa è, ormai, particolarmente gravoso per i sistemi di welfare, si legge nella bozza. “L’incidenza della povertà rimane elevata, – sottolinea Barbara Lori (Pd) nella sua relazione – si stima che in media oltre il 20 per cento della popolazione dell’Unione europea vive a rischio di povertà o esclusione sociale, dato che sale al 25 per cento nel caso dei bambini, che non è solo reddituale ma deprivazione materiale”. Il tema della casa e dell’alloggio è importante, continua Lori “così come la formazione e l’accesso al lavoro. Siamo la seconda Regione con il più basso rischio di povertà ed esclusione sociale, le direttive europee sono in linea con il nostro piano regionale, questo grazie ad un approccio multidisciplinare”. “Sul rafforzamento delle strategie per le persone con disabilità, bisogna migliorare la capacità di inclusione, ma non partiamo da zero, – commenta la consigliera – c’è un progetto europeo in diversi comuni per il superamento delle barriere architettoniche”.

Sul rafforzamento della strategia per i diritti delle persone con disabilità fino al 2030, l’Unione si propone di aggiornare le necessità emerse ai cambiamenti della società. Negli ultimi anni priorità fondamentale è l’aumento della competitività, che può essere raggiunto anche grazie all’inclusione delle persone con disabilità nel mercato del lavoro. Per l’atro relatore, Priamo Bocchi (FdI), è di fondamentale importanza sostenere le politiche per le persone con disabilità e, “a partire dallo sport, costruire una disability economy. Sulle politiche sociali, – continua il consigliere – la commissione è chiamata a rispondere alle sfide legate alla sostenibilità del welfare, tema centrale è la denatalità: è fondamentale tornare a valorizzare la famiglia sostenendo politiche per l’infanzia. Inoltre, le politiche welfare devono essere incentrate sui giovani, cercando di diminuire i NEET i giovani che né studiano, né lavorano”. Infine, evidenzia alcuni elementi fondamentali per il consigliere “difesa del principio di sussidiarietà, riduzione liste d’attesa, investimenti sul personale sanitario, riduzione del divario di genere nell’occupazione e la costruzione di piattaforme informatiche con risposte più personalizzate alle fragilità”.

Al termine delle due relazioni si è aperto il dibattito in Commissione.

“Un tema rilevante è la povertà dei bambini e dei ragazzi, – spiega Maria Costi (Pd) – dobbiamo dare una sottolineatura importante per il futuro della nostra Europa. Non ci accontentiamo di essere la seconda Regione con il più basso rischio di povertà dopo il Trentino Alto Adige. Bisogna continuare a chiedere risorse per i minori e le persone più povere”. Infine, sul tema dei fondi per il settore sanitario che in Europa sono accorpati a quelli per la competitività europea: “c’è il rischio che la competitività assorba tutto, in questo modo le risorse non vengono date ai territori”.

“Ci sono le preoccupazioni delle destinazioni di fondo, – commenta anche Giovanni Gordini (Civici) – che non possiamo non avere. Per quello che riguarda la nuova centralizzazioni degli ospedali: se in parte li espropriamo diventa ancora più difficile pensare che il territorio abbia la possibilità di emettere un vagito”.

Per Nicola Marcello (FdI) “i fondi della sanità vanno a finire all’interno di un’area che si chiama competitività economica, dobbiamo fare attenzione e vigilare su questo accorpamento. Ho apprezzato il piano anti-povertà che la commissione europea si prefigge per i prossimi anni c’è una garanzia importante per l’infanzia, dobbiamo essere preparati per cogliere questa opportunità. Infine, sulla disabilità il Governo nazionale ha messo tanti fondi, un altro aspetto che la Regione deve seguire con grande attenzione”.

(Giorgia Tisselli)

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