Governo locale e legalità

La commissione Bilancio discute la proposta di FdI di dotare di taser la polizia locale

Per la maggioranza si tratta di un tema di competenza del governo nazionale. Il centrodestra ribadisce la bontà delle proprie proposte

Per il centrosinistra i temi legati all’ordine pubblico e alla sicurezza sono di competenza statale: non servono nuove leggi regionali in materia per equipaggiamenti e organizzazione della polizia locale. Per il centrodestra, invece, sarebbe compito anche della Regione occuparsi del tema, partendo da una maggiore dotazione di strumenti e di tutele per la polizia locale, evitando di chiamare sempre in causa il governo.

Dopo la presentazione ufficiale e l’audizione degli operatori del settore e dei rappresentanti degli enti locali avvenute alla fine dell’anno scorso, nel corso della commissione Bilancio presieduta da Annalisa Arletti è entrara nel vivo la discussione sul pdl di Fratelli d’Italia sulla riforma della polizia locale. Un disegno di legge che, tra le altre cose, chiede di dotare la polizia locale di taser e altri strumenti di autodifesa come guanti anti-taglio, spray irritante e bastoni estensibili, oltre che prevedere una tutela legale per gli agenti anche attraverso l’istituzione di un fondo regionale destinato a coprire le spese legali sostenute dagli enti locali per la difesa degli operatori di polizia locale.

Il dibattito

“Sì tratta di temi di competenza nazionale e non di Regioni e Comuni”, spiega Fabrizio Castellari (Pd) che ricorda come “la sicurezza non è solo narrazione: il governo ci deve mettere le risorse necessarie. Siamo grati alle donne e agli uomini delle forze dell’ordine, a partire dalla polizia locale, per il loro lavoro, ma non si può scaricare su di loro il tema della sicurezza come vorrebbe la destra. La sicurezza non è uno slogan, bisogna occuparsene seriamente a partire dalla sicurezza sociale”. Sulla stessa linea Maria Costi (Pd).

Il voto contrario da parte del centrosinistra è stato criticato da Ferdinando Pulitanò (FdI), primo firmatario e relatore del progetto di legge, per il quale “nel corso dell’udienza conoscitiva i rappresentanti degli agenti della polizia locale hanno espresso parere favorevole ad avere più strumentazioni come proposto nel nostro progetto di legge: visto che la Regione Emilia-Romagna dice sempre di essere la prima in tutto, vorremmo che fosse prima anche nella tutela degli agenti della polizia locale e dei cittadini”.

“Per noi la sicurezza non è una percezione: o c’è o non c’è. La Regione deve affrontare e risolvere questi problemi, anche alla luce di quanto da tempo la Regione dice a riguardo della sicurezza integrata. Ricordo che a legge nazionale vigente anche gli agenti della polizia locale hanno competenza sulla gestione della sicurezza “, spiega Marta Evangelisti (FdI) per la quale “il progetto di legge di Fratelli d’Italia vuole dare risposta a richieste avanzate dai rappresentanti sindacali della polizia locale. In questi anni il governo ha dimostrato di avere una visione e un impegno per la sicurezza dei cittadini che sta portando a risultati, soprattutto se pensiamo cosa ha ereditato dal passato”.

Sulla stessa linea Alessandro Aragona (FdI) che invita la maggioranza a fare chiarezza al proprio interno “visto che il consigliere Pd Castellari dice di non condividere il senso della nostra proposta, mentre la consigliera Costi sempre del Pd ha detto il contrario”.

Alle parole dei consiglieri di FdI replica Francesco Critelli (Pd) che smentisce divisioni nel Pd e afferma che “questo progetto di legge non propone soluzioni ai problemi: in Italia, in questi tre anni di governo Meloni sono aumentati i reati ed è calata la sicurezza”.

“La nostra proposta si inserisce all’interno dell’idea di sicurezza integrata, coinvolgendo la polizia locale “, sottolinea Luca Pestelli (FdI).

“Siamo a favore delle proposte del pdL Pulitanò perché vanno nella giusta direzione: il problema è che la sinistra non capisce che la polizia locale può occuparsi anche di sicurezza, la sinistra vuole solo scaricare sul governo”, spiega Tommaso Fiazza (Lega).

“Se in questi anni di governo Meloni la sicurezza fosse migliorata non ci sarebbe bisogno delle proposte del pdl di FdI: in realtà la situazione in questi anni è peggiorata, sono aumentati i reati e nelle varie finanziarie non ci sono le risorse per le forze dell’ordine. La polizia locale ha già la pistola, non capisco perché le si voglia dare anche il taser”, sottolinea Paolo Trande (Avs) che invita a lavorare sulla prevenzione.

“La polizia locale già fa attività di polizia giudiziaria, non è vero che la sinistra non si occupa di sicurezza”, ricorda Vincenzo Paldino (Civici) per il quale “dire che militarizzando le città si risolvono i problemi di sicurezza è prendere in giro i cittadini. Bisogna affrontare anche i temi sociali legati alla sicurezza”.

“Il nostro progetto di legge aumenterebbe la sicurezza dei cittadini”, spiega Priamo Bocchi (FdI), mentre Fausto Gianella (FdI) ricorda come “Vogliamo aiutare le forze dell’ordine, ma la sinistra non vuole occuparsi realmente di sicurezza, ma solo dare la colpa al governo Meloni”.

“Il centrosinistra butta la palla in tribuna, si critica il governo perché non si vuole parlare del merito dei problemi: i problemi di sicurezza il governo li ha ereditati dal passato. Il governo sta facendo la sua parte”, sottolinea Alberto Ferrero (FdI).

Diversa la posizione di Lorenzo Casadei (M5 Stelle) per il quale “dal governo ci arrivano talmente tanti annunci di assunzioni di poliziotti che le strade dovrebbero esserne piene: invece le assunzioni fatte sono frutto dei fondi stanziati dai governi Conte. Si deve puntare sulla prevenzione”.

Bocciatura del pdl di FdI anche da parte di Simona Larghetti (Avs) per la quale “per lo stesso ministero dell’Interno i reati sono in aumento. La polizia locale coadiuva già le altre forze dell’ordine, non vogliamo certo creare degli sceriffi”.

(Luca Molinari)

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