Ambiente e territorio

Sisma 2012. La commissione Territorio: “Organizzare un evento commemorativo e promuovere la cultura della prevenzione”

Approvata la risoluzione Pd-AVS-Civici, a prima firma di Gian Carlo Muzzarelli, con cui si chiede alla Giunta di promuovere, già dal prossimo anno, un evento commemorativo annuale o biennale

Promuovere, a partire dal 2027, a 15 anni dal sisma, un evento annuale o biennale, dedicato alla memoria di quei fatti e alla diffusione della cultura della prevenzione, anche attraverso un rafforzamento delle attività del “Centro documentazione sisma”.

E’ l’impegno rivolto alla giunta, contenuto nella risoluzione a prima firma di Giancarlo Muzzarelli (Pd), approvata oggi dalla commissione Territorio e Ambiente, presieduta da Paolo Burani, con i voti favorevoli delle forze di maggioranza e l’astensione delle minoranze presenti in commissione.

Nella risoluzione si chiede anche di “organizzare tale evento in collaborazione con i Comuni dell’Area Nord della provincia di Modena, gli altri comuni delle province di Ferrara, Bologna e Reggio Emilia colpiti dal sisma del 2012, le associazioni di volontariato, gli istituti scolastici, le università, le imprese e le forze del soccorso regionale, dando vita ad un comitato organizzatore che possa lavorare per trovare le risorse necessarie”. Tra le iniziative che si chiede di realizzare, in occasione dell’evento commemorativo, figurano quelle rivolte alle scuole, ed esercitazioni, simulazioni e giornate formative.

L’ordine dei lavori

In apertura della discussione Fratelli d’Italia ha sollevato una questione sull’ordine dei lavori, rispetto alla calendarizzazione della risoluzione. Secondo Priamo Bocchi (FdI) “la brusca accelerazione della calendarizzazione fa pensare che ci siano risoluzioni che hanno corsie preferenziali”. Dello stesso parere Ferdinando Pulitanò (FdI) che ha rilevato come “le ragioni di urgenza non sussistano, visto che l’atto di indirizzo prevede un impegno da realizzarsi tra un anno”. Ha parlato di questione procedurale anche Francesco Sassone (FdI): “Quando si parla di istituzioni, bisogna ricordare che delle stesse fanno parte anche le minoranze: su queste situazioni va cercata la condivisione invece di piegare il regolamento alle vostre esigenze”. Il presidente Burani ha chiarito che la risoluzione era assegnata dal 15 aprile alla commissione, poi assegnata all’aula e infine riassegnata alla commissione stessa. “La risoluzione presenta un oggetto condiviso e sta nelle facoltà dell’ufficio di presidenza decidere gli oggetti assegnati, cosa che è avvenuta giovedì scorso senza che in quella sede siano state avanzate questioni”. Paolo Calvano (Pd) ha chiarito che l’urgenza è legata alla ricorrenza degli eventi sismici del 20 e del 29 maggio e all’obiettivo prefissato per il prossimo anno su cui occorre cominciare  a lavorare. “Della questione avevamo già parlato, un mese fa, con le opposizioni che ci hanno riferito che avrebbero presentato alcune osservazioni dopo una condivisione con il territorio”.

Il dibattito

Gian Carlo Muzzarelli (Pd) ha parlato di “un passato ancora recente e doloroso, ma di grande forza, riscatto e reazione da parte del nostro territorio”. “Il sisma del 2012 rappresenta il più grave evento sismico nella storia della nostra regione per impatto economico e sociale, con oltre 13 miliardi di euro di danni stimati e quasi 16.000 imprese coinvolte – ha spiegato -. A distanza di oltre tredici anni, la ricostruzione materiale è in gran parte completata, ma permane l’esigenza di consolidare una memoria collettiva del sisma, affinché la cultura della prevenzione e della sicurezza diventi patrimonio condiviso e permanente”.

Ferdinando Pulitanò (FdI) nel presentare tre emendamenti (due respinti e uno approvato) ha affermato: “Molti nodi non sono ancora stati sciolti: la ricostruzione pubblica è ancora in fase deficitaria e su questo fronte c’è un’ultima sfida da vincere. Su questo aspetto abbiamo presentato i nostri emendamenti”. Gli emendamenti respinti prevedevano infatti di inserire, nelle premesse, il richiamo al fatto che la ricostruzione pubblica “è lungi dall’essere completata” e che “la Regione Emilia-Romagna deve porsi l’obiettivo di essere parte attiva nell’accompagnare la ricostruzione pubblica”. Accolto invece l’emendamento che inserisce anche il Comune di Novi di Modena tra le realtà territoriali che hanno dato disponibilità a collaborare alla costruzione dell’evento.

Andrea Costa (Pd) ha ricordato: “Sono stato sindaco di Luzzara dal 2010 al 2020 e posso garantire che c’è un prima e un dopo terremoto nella memoria collettiva. La reazione delle nostre comunità è stata straordinaria in termini di coesione e di unità di intenti. Fin da subito fu chiaro il percorso amministrativo che bisognava seguire per realizzare gli interventi di somma urgenza e quelli propedeutici alla ricostruzione. Le comunità si aspettano oggi che la Regione ponga in essere anche eventi commemorativi”.

Priamo Bocchi (FdI) ha rimarcato: “Sul ricordo della tragedia non ci possono essere divisioni. Tuttavia, un monito a tutti noi: auspico che, nel dare attuazione a questo atto, si dia seguito soprattutto agli aspetti della formazione, dell’informazione e della prevenzione, per far sì che il tutto non si riduca solo ad una occasione simbolica fine a se stessa”.

Vincenzo Paldino (civici) ha parlato di “proposta condivisibile”. “La macchina dei soccorsi e della ricostruzione è diventata un modello nazionale: la capacità di reazione fu talmente alta da consentire, in pochissimi giorni, di far riprendere la produzione a tantissime aziende. Questa deve essere anche l’occasione per riflettere sullo stato dell’edilizia, di quegli edifici pubblici che necessitano di un adeguamento”.

Paolo Calvano (Pd) ha evidenziato: “Si tratta di un documento che fa prendere alla giunta un impegno importante, per mantenere viva la memoria di quei tragici eventi e per mettere in campo una serie di azioni volte a fare tesoro delle lezioni apprese. Il nostro territorio ha mostrato una straordinaria capacità di ripartenza: una resilienza testimoniata dal fatto che questi stessi territori sono tornati ad essere vivi e produttivi”.

Critica Annalisa Arletti (FdI): “La risoluzione non ci vede contrari nelle intenzioni, ma spiace constatare che manca la volontà politica di accettare i nostri emendamenti. La resilienza dei territori colpiti dal sisma viene dall’operosità di tantissimi privati che, all’interno della collaborazione con le istituzioni, si sono adoperati per portare al risultato del 99% di ricostruzione privata conclusa. Ma c’è una parte di ricostruzione pubblica che ancora non è terminata e questo aspetto andava rilevato nella risoluzione”.

Oltre che da Muzzarelli la risoluzione è stata sottoscritta anche dai consiglieri del Pd Luca Sabattini, Marcella Zappaterra, Paolo Calvano, Francesca Lucchi, Andrea Costa, Matteo Daffadà, Fabrizio Castellari, Niccolò Bosi, Eleonora Proni, Ludovica Carla Ferrari, Lodovico Albasi, Barbara Lori, Andrea Massari, Francesco Critelli, Maria Costi, Emma Petitti, Alice Parma, Luca Quintavalla, Maria Laura Arduini, Elena Carletti, Simona Lembi, dal consigliere civico Vincenzo Paldino, da Paolo Burani (Avs).

Nella foto un’immagine di archivio dell’incontro tra l’allora Papa Benedetto XVI e l’allora presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani nei giorni successivi al sisma durante una visita del Pontefice nei Comuni più colpiti dal terremoto

(Brigida Miranda)

 

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