La commissione Cultura, scuola formazione lavoro sport e legalità, presieduta da Giuseppe Paruolo, ha avviato la discussione sul progetto di legge regionale “Norme per la promozione e lo sviluppo delle attività motorie e sportive”.
“Sono circa 3 milioni le persone che praticano sport in Emilia-Romagna, 800 mila gli iscritti a enti di promozione sportiva e quasi 370 mila gli atleti aderenti alle federazioni. Numeri che rappresentano un settore di grande importanza che questa proposta di legge intende sostenere, incoraggiando il più ampio accesso all’attività motoria a partire dall’ambito scolastico e con attenzione alle persone disabili, riconoscendo nello sport , non solo un fattore di benessere e di crescita collettiva, ma anche una occasione di sviluppo per tutto il territorio”. È quanto ha riferito Paolo Calvano (Pd) in qualità di relatore del progetto di legge che unifica e aggiorna le disposizioni contenute nelle due attuali leggi regionali in materia di sport e gestione degli impianti sportivi (L.r. 13/2000 e L.r. 11/2007). Leggi per le quali si prevede l’abrogazione. Fra le novità – ha sottolineato Calvano – i “grandi eventi” diventano uno degli elementi che caratterizzano l’attività sportiva dell’Emilia-Romagna; c’è poi l’aspetto di valorizzazione degli atleti emergenti e l’incentivazione dello sport nelle scuole in collaborazione con le associazioni sportive. E ancora il ruolo della Regione e degli enti locali per la riduzione delle barriere architettoniche negli impianti. Il testo, inoltre, introduce novità per quanto riguarda i possibili beneficiari dei contributi regionali, allargandone la platea. Saranno escluse dai contributi quelle realtà i cui amministratori siano stati riconosciuti responsabili di pratiche dopanti. Altro punto di rilievo riguarda il profilo degli istruttori che dovranno essere qualificati (con diploma Isef o laurea in scienze motorie) oppure, nel caso di specifiche discipline, dovranno essere in possesso dei requisiti previsti dalle relative federazioni o dagli enti riconosciuti dal Coni.
Il relatore di minoranza Andrea Liverani (Lega nord) ha sottolineato l’importanza di diffondere la pratica sportiva soprattutto fra i bambini e i ragazzi. “La proposta- ha detto- dovrà sostenere i giovani nell’approccio alle attività motorie fondamentali per il loro sviluppo. Siamo disponibili a migliorare il testo presentato”.
Critica Silvia Piccinini (M5s), secondo la quale la proposta “è un taglia e cuci delle due vecchie leggi”. Fra i punti critici segnalati, il rischio che con il parametro dell’esperienza vengano tagliate fuori le nuove realtà associative o quelle più piccole. Altro tema da chiarire è quello della manutenzione ordinaria degli impianti, perché non si capisce a chi spettino i controlli. I Comuni – ha detto – non hanno i mezzi per verificare come vengono usati i finanziamenti. Per quanto riguarda l’impegno per le persone disabili Raffaella Sensoli (M5s) ha ricordato che sul totale degli impianti sportivi presenti in Regione circa un terzo è accessibile agli atleti disabili e un quarto al pubblico disabile. Un dato – ha sottolineato – su cui bisogna lavorare.
Il tema della disabilità non va limitato al pur importante questione dell’accessibilità degli impianti – ha commentato Francesca Marchetti (Pd) – altrimenti non si coglie lo spirito di questa proposta di legge, che intende valorizzare la funzione sociale della pratica dello sport quale momento essenziale di crescita, di sviluppo individuale e di aggregazione sociale.
Anche da Marco Pettazzoni (Lega nord) una sottolineatura sull’importanza di rinnovare gli impianti sportivi e curarne la manutenzione. Si tratta – ha sottolineato – di un aspetto di cui la legge dovrà tener conto se si vuole davvero rendere più attrattiva la pratica sportiva e allargare il numero dei praticanti e fare in modo che i principi enunciati siano attuati.
Gian Luca Sassi (M5s) ha giudicato favorevolmente i principi ispiratori del progetto di legge, ma ha invitato la Regione a redigere un registro degli impianti sportivi che consenta di “comprendere lo stato dell’arte e definire gli obiettivi da raggiungere su un determinato arco temporale per una pratica diffusa dello sport e la valorizzazione degli eventi”.
“Quello dello sport in Emilia-Romagna è un mondo molto composito con circa 16 mila società e quasi altrettanti impianti” – ha concluso Andrea Rossi, Sottosegretario alla presidenza della Giunta. Va considerato che oltre il 90% dell’edilizia sportiva è stata realizzata prima del 1990. La Regione non può sostituirsi ai Comuni, ma possiamo cercare di risolvere una parte dei problemi. Le risorse messe a bilancio per lo sport sono passate – ha detto – da 300 mila euro della scorsa legislatura a ben 1,8 milioni: un segnale di attenzione molto forte per un un settore che svolge un importante ruolo di infrastruttura sociale e di educazione ai valori del rispetto degli altri e delle differenze. Più che la manutenzione sarebbe necessaria un’adeguata rigenerazione degli impianti, ma con l’investimento previsto da qui a fine legislatura sull’impiantistica sportiva, pari a 20 milioni di euro, crediamo che saranno sostenute diverse realtà del territorio regionale”.
Il presidente della commissione, Giuseppe Paruolo, ha annunciato che il testo sarà oggetto di udienza conoscitiva convocata per la mattinata del prossimo 20 aprile. In tale occasione gli addetti ai lavori, gli enti locali e le realtà coinvolte a vario titolo potranno intervenire per presentare osservazioni. Successivamente il progetto di legge seguirà l’iter di approvazione, prevista entro maggio con il voto definitivo dell’Assemblea.
(Isabella Scandaletti)



