Rafforzare il sostegno istituzionale e finanziario al Centro Regionale Antidoping dell’Emilia-Romagna, riconoscendone il valore strategico nella promozione della salute e nella prevenzione del doping a livello regionale.
A chiederlo è una risoluzione del Partito democratico a firma Gian Carlo Muzzarelli (primo firmatario), Francesco Critelli, Fabrizio Castellari, Elena Carletti, Luca Sabattini, Luca Giovanni Quintavalla, Marcella Zappaterra, Paolo Calvano, Anna Fornili, Lodovico Albasi, Emma Petitti, Andrea Massari, Barbara Lori, Matteo Daffadà, Ludovica Carla Ferrari, Valentina Ancarani, Alice Parma, Raffaele Donini, Niccolò Bosi e Eleonora Proni.
“Il Centro Regionale Antidoping dell’Emilia-Romagna, con sede a Modena, è stato istituito dalla Regione nel 2005 come struttura a supporto delle politiche di prevenzione e promozione della salute nello sport: il Centro è un servizio dell’Azienda USL di Modena e fa riferimento alla struttura complessa di Medicina dello Sport, operando in sinergia con l’Università di Modena e Reggio Emilia e il NOCSAE di Baggiovara e -spiega Muzzarelli- negli anni il Centro ha realizzato anche controlli sullo stato di salute degli atleti, contribuendo alla sorveglianza medica e alla prevenzione dell’uso di sostanze dopanti anche attraverso il modello del passaporto biologico”.
Da qui la risoluzione per impegnare la Regione a confermare e rafforzare il sostegno istituzionale e finanziario al Centro Regionale Antidoping dell’Emilia-Romagna, riconoscendone il valore strategico nella promozione della salute e nella prevenzione del doping a livello regionale e a farsi parte attiva nella promozione e nella partecipazione a un evento pubblico regionale, in occasione dei 20 anni di fondazione del centro, che consenta di valorizzare il lavoro svolto dal Centro, diffondere le buone pratiche, raccogliere elementi utili per un’ulteriore qualificazione dei suoi interventi e rilanciare il dibattito sul tema della salute nello sport”.
Il Pd vuole inoltre che sia favorito il coordinamento tra il Centro, le Aziende sanitarie, le istituzioni scolastiche e le realtà sportive del territorio, al fine di rendere strutturali i percorsi educativi e formativi rivolti in particolare ai giovani.
(Luca Molinari)



