Ambiente e territorio

Evangelisti (FdI): “Chiarezza sui progetti per impianti eolici in Appennino”

La capogruppo ricorda il susseguirsi di procedure per un parco eolico tra Camugnano e Castiglione dei Pepoli “che suscita le proteste delle comunità locali”, sollecitando un’interlocuzione puntuale tra Regione e Ministero ed una continua azione informativa nei confronti delle comunità locali

“Chiarezza sul nuovo progetto di impianto eolico nel territorio comunale di Camugnano e di Castiglione dei Pepoli, in provincia di Bologna”.

E’ la capogruppo di Fratelli d’Italia Marta Evangelisti a sollecitare la giunta con un atto ispettivo sottoscritto anche dal collega Nicola Marcello e trattato nel corso della Commissione Territorio, Ambiente e Mobilità presieduta da Paolo Burani.

“Il progetto per la realizzazione di impianti eolici nel territorio comunale di Camugnano e di Castiglione dei Pepoli -puntualizza la consigliera- è già stato oggetto di diversi atti ispettivi da parte mia, ma rifacendoci agli ultimi passaggi, possiamo riassumere la vicenda in una prima fase con il deposito dei due progetti originari e, dopo l’archiviazione per  improcedibilità da parte della Regione nella scorsa estate, ricordiamo la loro sostanziale riproposizione o tramite ricorso presso il Tar, oppure utilizzando la procedura autorizzatoria nazionale con potenze aumentate”.

Sottolineando come gli impianti oggetto dell’interrogazione andrebbero a collocarsi in un’importantissima area naturalistica, popolata da specie protette e interessata anche da importanti movimenti migratori, Evangelisti sollecita l’esecutivo regionale per sapere se è al corrente che uno dei nuovi progetti presentati prevede un aumento di potenza tale per passare da procedura regionale a iter di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) nazionale, “se è stata avviata una fase di confronto e coinvolgimento con la popolazione e le aziende presenti sui territori interessati e se le motivazioni che hanno determinato l’improcedibilità della precedente istanza da parte di ARPAE siano tuttora sussistenti nel nuovo progetto, presentato con procedura di VIA nazionale”. In via più generale, infine, la consigliera chiede alla Giunta come questa “si sente garantita e quindi può rassicurare le comunità locali dal progetto avanzato da una società come la Santa Chiara Energia, una SRL neocostituita con 10.000 euro di capitale sociale versato, senza dipendenti, che richiede l’autorizzazione a costruire un’opera di enorme valore economico e di importante impatto ambientale che comporterà limitazioni significative all’utilizzo del territorio per decenni a venire”.

Replicando ai quesiti posti, l’assessora all’Ambiente, Programmazione territoriale, Mobilità e Trasporti, e Infrastrutture Irene Priolo ha chiarito che “questi progetti, come altri analoghi che interessano i nostri territori devono trovare regole, valutazioni, requisiti e iter autorizzatori nella Legge sulle aree idonee e il ritardo nella sua calendarizzazione in commissione e aula dipende solo dal fatto che siamo in attesa dei dettagli della sentenza del Consiglio di Stato sul tema. In attesa di questo passaggio siamo legati ai vincoli dell’attuale legislazione in merito ma mettiamo al primo posto la tutela delle comunità come testimoniato dal ricorso presso il Tar avanzato da una delle società proponenti”.

Sulla procedura di VIA nazionale, poi, Priolo ha specificato che “anche in questo caso l’iter prevede il coinvolgimento della Regione per l’autorizzazione finale dopo le verifiche espletate dalle strutture ministeriali”.

Ricordando come nello scorso febbraio si sia svolta una riunione informativa con gli Enti locali interessati, l’assessora ha poi sottolineato come “tutti gli aspetti tecnici, naturalistici, di sicurezza, economici e realizzativi sollevati nell’interrogazione dalla consigliera Evangelisti sono e saranno presi in considerazione nell’iter valutativo”.

Evangelisti, soddisfatta di queste prime risposte, condivide “la necessità di una revisione della normativa nazionale emanata dal governo Draghi, ma ciò nonostante la Regione può e deve fare di più, facendosi portavoce delle oltre 300 osservazioni contrarie pervenute da parte dei comitati e delle comunità su questi progetti e operando di conseguenza anche per le azioni di propria competenza”.

(Luca Boccaletti)

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