Ripristinare l’alimentazione della fontana pubblica a Cereglio, frazione di Vergato, nella Città metropolitana di Bologna. Marco Mastacchi (Rete civica) con un’interrogazione chiede alla Regione di intervenire per ripristinare l’alimentazione della fontana pubblica con le acque minerali della fonte “Cerelia”.
“La fonte ‘Cerelia’ si trova nel cuore dell’Appennino Tosco-Emiliano, precisamente a Cereglio, una frazione montana del comune di Vergato, lungo la strada che sale verso Zocca, vicino a Tolè. In passato, la fonte alimentava una fontana pubblica, garantendo non solo un servizio gratuito, ma anche un simbolo di identità territoriale e di coesione sociale. La nuova proprietà ha interrotto tale utilizzo, privando la comunità di un bene percepito come proprio e generando malcontento e proteste” riporta il consigliere, per il quale “la fontana non era solo acqua: era tradizione, socialità, attrattività turistica e orgoglio locale”.
Mastacchi sottolinea che la normativa vigente attribuisce alla Regione e ad ARPAE il potere di imporre prescrizioni aggiuntive per garantire l’interesse pubblico, e non solo quello economico, e che a questo si aggiungono i principi generali del D.Lgs. 152/2006 (uso sostenibile delle risorse idriche) e del D.Lgs. 176/2011 (utilizzazione delle acque minerali nel rispetto della normativa sanitaria e ambientale). “La Regione quindi non è spettatrice – evidenzia il consigliere -, ma garante dell’interesse pubblico, con strumenti normativi che le consentono di imporre condizioni aggiuntive per la fruizione sociale delle risorse”.
“Il ripristino della fontana non compromette l’attività economica del concessionario, ma rafforza il legame con la comunità e la responsabilità sociale d’impresa, principio che oggi deve guidare ogni attività economica sul territorio”, rimarca Mastacchi, che chiede all’esecutivo regionale di “intervenire, anche attraverso ARPAE, per ripristinare l’alimentazione della fontana pubblica con le acque minerali della fonte Cerelia e di valutare l’inserimento, nelle prescrizioni delle concessioni di acque minerali, di obblighi di destinazione di una quota di acqua a uso pubblico quale misura di equità e valorizzazione territoriale, rafforzando il ruolo della Regione come garante dell’interesse collettivo, promuovendo un modello di sviluppo sostenibile e inclusivo”.
(Giorgia Tisselli)



