Ambiente e territorio

Burani (Avs): “Rafforzare la tutela del lupo in Emilia-Romagna”

“Per evitare l’indebolimento delle tutele della specie a seguito del declassamento approvato dal Parlamento europeo”, spiega il consigliere

Rafforzare la tutela del lupo in Emilia-Romagna. Paolo Burani (Avs) chiede alla Regione, in un’interrogazione, di rafforzare la tutela del lupo in Emilia-Romagna attraverso l’adozione del Protocollo ISPRA – LIFE Wild Wolf e di potenziare le di misure di prevenzione.

“Negli ultimi mesi si sono intensificati gli avvistamenti di lupi in aree fortemente antropizzate: dal parco di Villa Ghigi a Bologna, frequentato da famiglie e anziani, all’aeroporto di Rimini, dove un branco ha costretto la sospensione di un volo, i ripetuti avvistamenti di branchi vicino alle abitazioni a Ducenta, frazione del Comune di Ravenna, suscitando comprensibile preoccupazione tra cittadini e allevatori. – ricorda il consigliere – Secondo il Protocollo sperimentale ISPRA – LIFE Wild Wolf (dicembre 2024), tali episodi non devono essere interpretati come segnale di sovrappopolamento, ma come fenomeno legato all’espansione naturale del lupo in ambienti antropizzati, spesso favorito da fonti alimentari accessibili, come rifiuti o animali domestici incustoditi, e dall’assenza di comportamenti dissuasivi”.

Burani evidenzia che l’8 maggio 2025 il Parlamento europeo ha approvato lo spostamento del lupo dall’Allegato IV all’Allegato V della Direttiva Habitat: “riducendone lo status da “rigorosamente protetto” a “protetto”. Si tratta di una decisione che ritengo profondamente infondata sul piano scientifico e pericolosa sul piano della conservazione, in linea con le critiche sollevate da oltre 700 scienziati, dalla IUCN, dalla Large Carnivore Initiative e da decine di associazioni ambientaliste”.

L’esponente di Avs, inoltre, spiega che il Protocollo ISPRA distingue tra lupo abituato all’ambiente umano, non pericoloso, e lupo confidente, che si avvicina intenzionalmente a meno di 30 metri da persone riconoscibili come tali, “evidenziando che solo quest’ultimo può configurarsi come potenzialmente pericoloso”.

“La mortalità del lupo in Italia è già elevata per cause antropiche – sottolinea il consigliere – con l’Emilia-Romagna fra le regioni con il maggior numero di ritrovamenti”.

Per questo nell’atto ispettivo, Burani, oltre a chiedere se la giunta intenda confermare un modello di tutela del lupo in Emilia-Romagna, adottando, solo se necessario, strumenti di gestione selettivi, proporzionati e scientificamente fondati, richiede un impegno formale della Regione nei confronti del governo, per evitare l’indebolimento delle tutele della specie a seguito del declassamento approvato dal Parlamento europeo.

(Giorgia Tisselli)

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