Adottare con urgenza una disciplina transitoria regionale, per definire un quadro normativo chiaro sulle nuove mappe di pericolosità, a seguito dell’aggiornamento del Piano gestione rischio alluvioni (PGRA) e della variante al Piano assetto idrogeologico del fiume Po. A chiederlo, con un’interrogazione discussa in commissione Territorio, presieduta da Paolo Burani, è la consigliera di Forza Italia, Valentina Castaldini.
La consigliera chiede alla giunta anche quali siano i tempi previsti per l’emanazione di linee guida operative rivolte ai Comuni, contenenti criteri tecnici e modalità applicative per la gestione dei procedimenti urbanistici, edilizi e infrastrutturali nelle aree interessate, e se intenda chiarire “quali siano gli accorgimenti e le misure da applicare alle aree P2 e P3 del PGRA riferito ai tratti dei corsi d’acqua arginati con continuità, e riferiti all’ ipotesi di rottura arginale, attivando un tavolo tecnico per assicurare un’applicazione uniforme delle disposizioni su tutto il territorio regionale”.
A seguito degli aggiornamenti, si legge nell’atto ispettivo, l’Autorità di Bacino distrettuale del fiume Po ha fornito chiarimenti, precisando che nei territori di pianura esterni agli argini dei corsi d’acqua arginati con continuità non sono stati introdotti nuovi vincoli automatici, ma indirizzi normativi finalizzati ad accrescere la consapevolezza della pericolosità e a ridurre la vulnerabilità degli interventi e che spetta alle Regioni aggiornare le proprie disposizioni urbanistiche per dare attuazione coerente al nuovo quadro pianificatorio.
“In diversi territori della Romagna – spiega Castaldini – si è determinata una situazione di forte incertezza applicativa, che ha comportato il blocco di interventi edilizi pubblici e privati. I Comuni e i professionisti necessitano di un quadro regolamentare chiaro, uniforme e coerente con i chiarimenti forniti dall’Autorità di Bacino”.
A rispondere è stata la sottosegretaria Manuela Rontini che ha precisato come, per quanto riguarda il PAI, si sia attualmente nella fase di adozione. “Finito il tempo delle osservazioni, oggi prorogato al 31 maggio su volontà del neo Segretario generale – spiega -, verrà data risposta da parte dell’Autorità di bacino per poi proseguire con la successiva approvazione e pubblicazione in gazzetta ufficiale”.
“Siamo al lavoro per scrivere una disciplina transitoria – va avanti Rontini – che chiarisca meglio tutti gli aspetti che riguardano l’intreccio fra la legge urbanistica regionale, le misure di salvaguardia della variante al PAI Po e dell’aggiornamento delle mappe del PGRA, in un confronto costante con i territori, province e comuni, ordini professionali e naturalmente l’Autorità di bacino, titolare della pianificazione. Il tutto, senza che venga in alcun modo rallentato il lavoro sulle opere strategiche. Da questo punto di vista la Variante PAI è particolarmente attesa e, una volta approvata con DPCM, ci consentirà di avere uno strumento di pianificazione e aggiornamento uniforme da Piacenza a Rimini. Il PAI, infatti, contiene tutte le indicazioni per l’individuazione delle aree nelle quali saranno realizzate casse di espansione e bacini di laminazione, e delle zone che serviranno a ridare spazio ai corsi d’acqua: interventi attesi dai territori che ci chiedono di aumentare la sicurezza delle comunità”. Per quanto riguarda le aree P2 e P3 del PGRA, Rontini ha specificato che le nuove disposizioni riguarderanno anche le aree allagabili che ricadono fuori dalla fascia B, specie in riferimento a quelle derivanti da scenari di tracimazione e rottura arginale, lungo i tratti dei corsi d’acqua del reticolo principale arginati con continuità.
“Si tratta di una risposta importante – conclude Castaldini nella sua replica -, per capire i passi che la giunta sta facendo e che tipo di dialogo c’è con le varie categorie che vivono molte complessità. Mi sembra che in questo momento ci sia un dialogo proficuo con l’Autorità di bacino e il governo e l’auspicio è che si continui su questa strada. Non posso dirmi pienamente soddisfatta perché non sappiamo ancora quale sarà l’esito di questo dialogo, ma continueremo a monitorare la situazione”.
(Brigida Miranda)



