Ambiente e territorio

FdI: “La giunta aggiorni l’ammontare delle risorse non ancora spese per la ricostruzione post sisma 2012”

Arletti e Pulitanò hanno presentato un’interpellanza per sollecitare un maggiore supporto ai Comuni da parte della Regione per la ricostruzione delle opere pubbliche e dei beni culturali

La giunta aggiorni l’ammontare delle risorse pubbliche ancora non spese o non liquidate per la ricostruzione pubblica post-sisma 2012, distinguendo tra programma delle opere pubbliche e dei beni culturali, programmi operativi post-emergenziali e cofinanziamenti e fondi integrativi. La richiesta arriva da Annalisa Arletti (FdI) che insieme a Ferdinando Pulitanò ha presentato un’interpellanza per sollecitare “un supporto più incisivo ai Comuni e agli enti attuatori della ricostruzione da parte della Regione” oltre a “un potenziamento del ruolo dell’Agenzia regionale ricostruzioni, prevedendo, in particolare, task force dedicate ai Comuni più in difficoltà”.

“Il programma delle opere pubbliche e dei beni culturali – hanno sottolineato i consiglieri – rappresenta oggi l’asse principale della ricostruzione pubblica, con 1.729 interventi complessivi, un fabbisogno stimato pari a 1.666.712.642,96 euro, cofinanziamenti per circa 557.777.722,93 euro, una copertura finanziaria complessiva pari a circa 94,75% del fabbisogno, lasciando scoperti oltre 87 milioni di euro. A fronte di un quadro finanziario rilevante, l’avanzamento effettivo della spesa risulta ancora parziale: circa 444 milioni di euro liquidati sul Programma opere pubbliche e beni culturali, un avanzamento finanziario complessivo intorno al 45%, solo 574 interventi saldati, pari a circa il 21% degli interventi finanziati. Inoltre, il monte complessivo delle risorse in campo per la ricostruzione pubblica ammonta a circa 2,04 miliardi di euro, ma alla data del rapporto risultano liquidati circa 1,35 miliardi, con una quota significativa di risorse ancora non spese o non pienamente utilizzate”.

“Molti Comuni del cratere sismico, soprattutto quelli di dimensioni medio-piccole – hanno poi evidenziato Arletti e Pulitanò – segnalano carenze strutturali di personale tecnico, difficoltà nella gestione di procedure complesse di progettazione, appalto ed esecuzione, rallentamenti legati all’aumento dei costi dei materiali. Molti interventi pubblici, infatti, sono ancora in fase di progettazione, non presentata o non finanziata. La conclusione dello stato di emergenza, aprirà una fase nuova, delicata, in cui sarà necessario garantire piena utilizzazione delle risorse residue”.

Da qui l’interpellanza per chiedere alla giunta di “incrementare o rifinanziare il fondo dinamico di finanziamento integrativo e garantire che le risorse residue della ricostruzione pubblica vengano integralmente utilizzate, soprattutto nella fase di uscita dallo stato di emergenza”.

“La giunta persegua una strategia nella fase post-emergenziale, affinché la ricostruzione pubblica non si limiti alla conclusione formale degli interventi, ma favorisca la piena funzionalità degli edifici ricostruiti la loro gestione sostenibile nel tempo”, hanno concluso i consiglieri.

(Lucia Paci)

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