Ambiente e territorio

Hub urbani e di prossimità, Evangelisti (FdI): “Poche risorse e squilibri fra territori”

La consigliera chiede all’esecutivo regionale “di modificare il bando, sia sul piano delle risorse disponibili sia su quello dei criteri di accesso, per garantire una maggiore equità territoriale e una reale efficacia degli interventi legati agli Hub urbani e di prossimità”

“Equiparare le aree interne alle comunità montane per non penalizzare ulteriormente i comuni già in difficoltà”.

La richiesta, in tema di Hub urbani e di prossimità, arriva, con un’interrogazione rivolta alla giunta regionale, da Marta Evangelisti (Fratelli d’Italia).

Gli Hub urbani e di prossimità nascono come strumenti di innovazione commerciale e rigenerazione urbana per sostenere i centri storici, le aree periferiche e i borghi con bassa densità di servizi.

“La Regione Emilia-Romagna – spiega la consigliera – ha riconosciuto 63 Hub urbani e di prossimità, molti dei quali in comuni di medie e piccole dimensioni e su aree già caratterizzate da fragilità economiche e sociali”. Prosegue: “Per l’anno 2026 le risorse complessivamente destinate agli Hub urbani ammontano a soli 4 milioni di euro, 2 milioni di euro per interventi in conto capitale e 2 milioni di euro per interventi di parte corrente”. Specifica: “Si evince che i 2 milioni destinati agli interventi in conto capitale devono finanziare indistintamente sia i progetti presentati dai Comuni, come riqualificazione degli spazi pubblici e interventi sul decoro urbano, sia quelli presentati dalle imprese, con un’evidente e significativa riduzione delle risorse effettivamente disponibili per ciascun progetto”. Evidenzia la politica: “Queste risorse risultano del tutto insufficienti se rapportate al numero degli Hub esistenti e alle criticità strutturali che interessano numerosi centri storici della regione. Inoltre, la scelta di rinviare la gran parte delle risorse agli anni successivi, in particolare al 2027, non appare coerente con l’urgenza della situazione in cui versano molti territori sotto il profilo del commercio, della vivibilità e del decoro urbano”. Conclude: “Inoltre, il bando per gli Hub prevede una differenziazione nei criteri di cofinanziamento: si attesta, infatti, al 20% per le comunità montane e al 30% per tutti gli altri soggetti beneficiari, comprese le aree interne, che storicamente e per caratteristiche socioeconomiche vengono normalmente equiparate alle aree montane”.

Evangelisti chiede, quindi, all’esecutivo regionale “di modificare il bando, sia sul piano delle risorse disponibili sia su quello dei criteri di accesso, per garantire una maggiore equità territoriale e una reale efficacia degli interventi legati agli Hub urbani e di prossimità”.

(Cristian Casali)

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