Contrastare il digital divide (divario digitale) e completare la realizzazione della banda ultra-larga per garantire la connessione veloce a tutti i territori, con particolare attenzione alle aree ancora escluse.
A chiederlo è il Partito democratico con una risoluzione a firma di Francesca Lucchi (prima firmataria) e Matteo Daffadà, Fabrizio Castellari, Niccolò Bosi, Francesco Critelli, Anna Fornili, Daniele Valbonesi, Maria Costi, Paolo Calvano, Alice Parma, Maria Laura Arduini, Emma Petitti, Barbara Lori, Elena Carletti, Luca Sabattini, Valentina Ancarani, Marcella Zappaterra, Ludovica Carla Ferrari e Luca Quintavalla.
“Alcuni comuni del territorio, in particolare nelle aree montane e interne, presentano specificità che rendono la gestione dei servizi essenziali e delle risorse più articolata. Fra questi, vi sono molti comuni montani o aree foresi che necessitano di un’attenzione mirata per migliorare ulteriormente l’accesso a infrastrutture e servizi, tenendo conto delle caratteristiche geografiche e della minore densità abitativa”, spiegano i democratici, per i quali “le maggiori criticità si registrano nei comuni montani e collinari, dove le difficoltà strutturali ed economiche risultano particolarmente rilevanti. Tuttavia, anche nei centri urbani di riferimento permangono problematiche significative, in particolare riguardo alla vendibilità delle abitazioni e alla gestione del patrimonio esistente, con conseguenti ripercussioni sul tessuto economico e sociale del territorio”.
Da qui la risoluzione per impegnare la giunta a “continuare e intensificare i contatti con il Governo, Infratel e Open Fiber per il pieno collegamento di tutti i territori e le frazioni, perché solo con la piena implementazione della Banda Ultra Larga il nostro territorio diventerà un modello di innovazione e inclusività digitale, rendendo le nostre comunità ancora più competitive, attrattive e solidali e affrontare insieme agli attori istituzionali coinvolti le criticità che rallentano l’attuazione completa della banda ultra-larga, come i ritardi nei collaudi tecnici o nell’ultimazione delle infrastrutture avviate, che in alcuni comuni impediscono l’attivazione dei servizi pur a lavori conclusi, o la persistenza di infrastrutture incomplete, specialmente in aree montane e collinari, che richiedono ulteriori investimenti per colmare le lacune”.
Il Pd chiede anche di “migliorare la comunicazione e la trasparenza fra cittadini, Enti locali e operatori, rendendo più chiari i tempi di realizzazione e attivazione, e garantire una manutenzione adeguata delle infrastrutture esistenti, affinché siano mantenute in stato ottimale e pronte ad accogliere futuri sviluppi tecnologici o rispondere prontamente a eventuali emergenze naturali e di completare la copertura in Banda Ultra Larga (BUL) del territorio regionale e degli Istituti scolastici, garantendo che il 100% delle unità immobiliari abbia accesso a connessioni con velocità di almeno 30 Mbps e che l’85% raggiunga velocità superiori a 100 Mbps, superando le disuguaglianze nell’accesso alla rete, e che il minor numero di abitazioni venga eliminato dal piano”.
L’obiettivo è “continuare a ridurre il digital divide, intervenendo nelle aree marginali, nei piccoli borghi e nelle zone rurali, montagna e aree interne, per assicurare che tutti i territori siano pienamente inclusi nella trasformazione digitale e continuare a promuovere la transizione digitale favorendo l’utilizzo delle nuove infrastrutture per migliorare i servizi pubblici digitali, supportare le imprese nella digitalizzazione e potenziare la formazione con strumenti innovativi”.
(Luca Molinari)